Gazzetta di Modena

Modena

Caselli: «Moschea? Aperta come premio»

Caselli: «Moschea? Aperta come premio»

«La comunità islamica ha contribuito alla vittoria di Pistoni perciò l’iter su via Cavour è stato veloce»

2 MINUTI DI LETTURA





«Abbiamo motivi di ritenere che la procedura di riapertura del luogo di culto di via Cavour sia stata snellita illegittimamente solo perché la comunità islamica ha contribuito in modo determinante al successo di Claudio Pistoni alle elezioni». A parlare è Luca Caselli, che ieri, con i due compagni di partito Claudio Corrado e Camila Nizzoli, ha posto l'accento su una vicenda più volte al centro delle polemiche degli ultimi mesi.

I tre hanno fatto la cronologia della vita dello stabile di via Cavour, fin dai tempi di Graziano Pattuzzi sindaco. «Era il 2004 - hanno detto - quando venne chiesto il cambio di destinazione d'uso per adeguarlo a luogo di culto. Fino al 2009 lo stabile è stato utilizzato senza i necessari permessi, dal 2009, quando abbiamo chiesto il sopralluogo, è emerso che c’erano degli abusi edilizi, primo tra tutti quello riguardante un soppalco di 140 metri non autorizzato».

Una mano tesa c'è ed è quella di Claudio Corrado. «Gli appartenenti alla comunità islamica - dice l'ex assessore - hanno diritto di riunirsi ed esercitare il culto. Questo non vuol dire che non debbano rispettare la legge in materia di permessi e di autorizzazioni per il luogo dove vogliono farlo».

«Il messaggio passato nelle ultime settimane è che dal 16 aprile fosse tutto in ordine - ha aggiunto Nizzoli - ma non era così: mancava il sopralluogo, senza cui non era possibile aprire».

Caselli ha poi stigmatizzato il comportamento del suo successore. «Pistoni aveva annunciato il 25 giugno che la documentazione della moschea era in ordine. Come faceva a saperlo se il documento è stato protocollato il 26? Come mai abbiamo fatto l'accesso agli atti già il 30 giugno e non abbiamo ancora ricevuto nulla? Quando ero sindaco in 48 ore davamo risposta a tutti».

Di tenore opposti il commento del presidente del centro di via Cavour. «Noi eravamo in regola dal 27 marzo - ha puntualizzato Hicham Ouchim - ma ci era stato chiesto un supplemento di documentazioni e ci siamo opposti. Il nostro tecnico ha fatto ricorso e da quel momento nessuno degli uffici tecnici del Comune ci ha più chiesto e comunicato nulla. Come prescrive la legge, dopo 90 giorni, non avendo ricevuto nessuna nuova da Comune e nessun avviso di sopralluogo, il 27 giugno abbiamo riaperto le porte della moschea. Tra l'altro, un giorno prima, abbiamo avuto dal dirigente dell'ufficio tecnico un lungo ed esauriente documento che attestava la piena regolarità dei nostri atti».

Alfonso Scibona

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google