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Chioschi sui Viali, si cambia tutto Ne resteranno 5 e “leggeri”

Chioschi sui Viali, si cambia tutto Ne resteranno 5 e “leggeri”

Eliminati il Cedro di fronte all’ex Questura, sotto sequestro, e la Capannina Confermati il Tosco, Bobotti, Elio, El Paseo. Il cemento dovrà sparire ovunque
Chioschi sui viali: il dossier

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Sarà illustrato in consiglio comunale entro il mese di luglio il nuovo Programma di riqualificazione del Parco della Rimembranza, o Parco delle Mura. E cambia tutto rispetto al precedente piano, oggetto di un’inchiesta della Procura che ha sequestrato i cantieri dei cosiddetti “chioschi bulgari” in cemento armato.

Una svolta, quella della giunta Muzzarelli, che segna una rottura evidente rispetto alla linea Pighi (che fino all’ultimo aveva difeso i chioschi e la correttezza delle procedure) e che, soprattutto, suona come un’ammissione di colpa: sì, i chioschi che avevamo scelto sono inadeguati per un’area verde. Quindi ne facciamo costruire meno, più piccoli, senza cemento armato neppure nelle pavimentazioni, che dovranno essere “permeabili”. Non solo: uno dei chioschi verrà assegnato con bando pubblico, procedura che non era stata seguita in passato, sollevando critiche in merito alla trasparenza dell’operazione.

I NUMERI. La giunta comunale ha deciso un’ulteriore riduzione dei chioschi che, complessivamente, scendono a cinque, rispetto ai 12 del piano del 2009 e ai sette previsti in quello del 2013. «Il Programma che si sta definendo in vista della presentazione in consiglio comunale conterrà anche un approfondimento relativo alla riqualificazione dell’illuminazione dei servizi igienici e alla manutenzione del verde pubblico nella prospettiva di una riqualificazione urbanistica e di una valorizzazione dell’area».

IL BANDO. I cinque chioschi che rimangono nel Programma sono: i tre che hanno avviato l’intervento, poi posti sotto sequestro cautelativo dalla Procura (Bobotti, il Tosco-Sogeba, Bar Elio); quello i cui termini rimangono “sospesi”, El Paseo; il Lido Park, il cui permesso di costruire è comunque decaduto. Per questo motivo la realizzazione del nuovo chiosco del Lido Park sarà affidata con un bando pubblico. La giunta ha deciso di ridurne le dimensioni: da 12 a sette moduli. Verranno inoltre previste pavimentazioni permeabili delle aree occupate dai tavoli.

CHI SPARISCE. La giunta ha quindi deciso di togliere dal Programma gli altri due chioschi i cui permessi di costruire erano decaduti: il Cedro di Serafini, il chiosco in costruzione “ex novo” di fronte all’ex questura, e la Capannina, il bar all’aperto vicino al Teatro Storchi.

«Rimane confermato, inoltre, l’abbattimento dei pilastri in cemento armato – spiega l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli – e la loro sostituzione con montanti in acciaio o legno, come già richiesto dai titolari presentando specifiche Scia, le Segnalazioni certificate di inizio attività. Si tratta di interventi, come altri in corso di approfondimento, che potranno essere realizzati in caso di dissequestro». Ipotesi, quella del dissequestro, che con questa svolta potrebbe concretizzarsi.

LIDO PARK: DOCCIA FREDDA. Stupore da Michael Moccia, il giovane titolare del Lido Park, di fronte alle decisioni del Comune che gli sono giunte del tutto inattese. «Non si era mai parlato di un bando pubblico per il Lido - spiega - non ne sapevo niente. Sicuramente avvierò un ricorso al Tar, quando sarà il momento, che si aggiungerà a quello precedente che avevo presentato per i lavori che mi volevano far fare e che a mio avviso non erano regolari».

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