Policlinico: fari accesi sul Riesame
Caso tangenti: richieste di dissequestro di beni da Gutemberg, Amedei e Multiline
Ieri mattina in Tribunale, davanti al Primo Collegio presieduto dal giudice Di Bari, si è tenuta l’udienza dal Tribunale del Riesame di Modena per la richiesta di dissequestro dei beni reali di alcuni indagati per la vicenda delle presunte tangenti al Policlinico ai tempi del direttore generale Stefano Cencetti (2006-inizio 2012).
A presentare le istanze erano Mauro Amedei, l’imprenditore reggiano socio di Cencetti nella onlus Hfr e presidente della società Multiline, l’ex deputate Ds di Arezzo Vasco Giannotti, presidente della società Gutemberg, importante realtà nel settore consulenze e convegni legati alla medicina. Anche la Multiline e la Gutemberg erano rappresentate da due avvocati, diversi da quelli dei rappresentanti legali come prevedere la legge.
L’udienza ha portato ad accorpare quattro procedimenti. Dopo una camera di consiglio, il Collegio ha deciso di respingere le eccezioni presentate dagli avvocati e invece di discutere i ricorsi rinviando l’udienza al 15 luglio. Non erano presenti né Stefano Cencetti né la moglie Maurizia Viviani, titolare del poliambulatorio di Carpi dove confluiva il denaro che veniva girato alla Hfr. In base alle decisioni del gip, i Cencetti hanno ancora alcuni conti correnti sotto sequestro mentre altri sono stati dissequestrati.
Intanto prosegue l’indagine sulla complessa rete di episodi tutti legati a ipotesi di corruzione, falso e riciclaggio che coinvolgono non solo Cencetti, la moglie e il socio Amedei, oltre a Giannotti (in quanto titolare della Gutemberg presso la quale Cencetti era consulente) - che ha anche reso spontanee dichiarazioni a porte chiuse - ma anche manager di colossi delle cooperative emiliane come Coopservice (che finanziava con servizi Italia i convegni della Hfr), Ccc, Manutencoop e alte importanti realtà che risultano beneficiarie di appalti che secondo al Procura venivano affidati con procedure illegali dopo accordi preventivi, altrettanto illegali, e dietro dazioni di denaro frutto di corruzione che Cencetti faceva convogliare sulla sua onlus.
Carlo Gregori
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