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Stop all’energia elettrica: i nomadi sono in rivolta

di Serena Arbizzi
Stop all’energia elettrica: i nomadi sono in rivolta

Il Comune da lunedì ha staccato gli allacciamenti per il mancato pagamento ai settanta sinti che da alcuni mesi occupano con diciassette roulotte l’area

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«Il Comune ci aveva promesso che per ogni famiglia sarebbe arrivata una borsa lavoro, un modo per poterci mantenere, lavorando in alcune strutture. Un’opportunità, quella della borsa lavoro, che ci avrebbe concesso di pagare le spese, come il costo dell’Enel, pari a 150 euro ogni mese per ciascuna roulotte che occupa questo spazio, senza contare la somma necessaria per l’allacciamento. Un importo altissimo che molti di noi non possono permettersi. Per questo, perché non possiamo pagare, ci hanno staccato la luce da lunedì e non riusciamo più a farci da mangiare, a vedere cos’abbiano intorno alla sera...«. Sono in rivolta i nomadi che occupano l’area delle piscine. Si tratta del gruppo di sinti che si è trasferito in un secondo momento rispetto alla famiglia Bernardoni, sistemata al Centro di Prima Accoglienza di Cortile.

Oggetto del contendere: la luce è stata staccata da lunedì e nell’area dietro le piscine regna il malcontento contro il Comune, dal momento che l’amministrazione, da quanto è stato chiuso il campo di via Nuova Ponente, ha disposto che ogni famiglia avesse il proprio allacciamento elettrico, da sostenere a sue spese. «In cambio ci avevano offerto una borsa lavoro da 450 euro al mese almeno per un componente di ogni nucleo famigliare – affermano i nomadi che occupano lo spazio dietro le piscine – ma ne abbiamo viste solo 3 di queste borse lavoro e una di queste non viene pagata da due mesi… Noi senza lavoro non sappiamo come fare.

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Prendiamo in media 20 euro al giorno per commerciare il ferro che andiamo a ritirare in discarica e poi lo andiamo a rivendere a Reggio Emilia. Così pochi soldi non ci bastano per vivere. E anche la soluzione di allacciamento della luce che ci ha proposto il Comune per noi è troppo costosa: 150 euro la mese per ogni roulotte più 400 euro per l’allacciamento. Il risultato è che da lunedì siamo senza luce e qui ci sono anziani, bambini, malati che ne hanno bisogno. Alla sera non si vede più nulla e abbiamo paura perché ci troviamo in una zona isolata dove non ci sono case vicino. Tutto quello che avevamo in frigo è andato a male dopo che la luce è stata staccata. Siamo in un bel numero in quest’area una settantina per 17 roulotte… Speriamo che il sindaco faccia qualcosa per venirci incontro – proseguono, compatti, i sinti – prima delle elezioni ci hanno promesso che ci avrebbero aiutato dandoci la possibilità di lavorare. Ora devono mantenere la promessa. Non possiamo continuare così».

La protesta dei sinti per il blocco dell’energia elettrica ha portato a un primo sopralluogo dei vigili urbani che nella tarda mattinata di ieri si sono recati sul posto. Ma tutto per ora è ancora bloccato.

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