AAA cercasi commissario per terremoto e alluvione
Con le dimissioni Errani dovrà abdicare anche al potere di firma delle ordinanze Per sostituirlo serve una legge dello Stato e una figura che conosca i problemi
Nella smorfia napoletana il numero 74 indica la grotta, quella grotta in cui Vasco Errani è entrato e da cui proverà ad uscire con il nome del suo successore. Ma nella smorfia della Bassa il numero 74 è abbinato ai due decreti leggi che regolamentano terremoto e alluvione e che fanno del presidente della Regione il commissario straordinario. Un ruolo da cui Errani decadrà appena formalizzerà le dimissioni da governatore dell’Emilia Romagna poiché sempre i due decreti 74 prevedono esplicitamente che l’incarico di commissario sia ricoperto dal presidente della Regione.
E proprio per preparare la successione e individuare un percorso meno indolore possibile, Errani ieri è sceso a Roma. C’è chi parla di un incontro con il premier Renzi, che avrebbe anche cercato di farlo tornare sui propri passi, forzando la mano sul vuoto operativo che le dimissioni porterebbero su un tema scottante e socialmente delicato come il terremoto.
Ma il mondo del Pd sta meditando anche i passaggi istituzionali necessari a proseguire il commissariamento su sisma e alluvione. Intanto servirà una norma primaria che svincoli il ruolo di commissario da quello di presidente della Regione e ciò comporterà comunque almeno un paio di settimane di immobilismo. In seconda istanza - elemento però molto più urgente al di là delle vicende formal-burocratiche - è indispensabile individuare una persona che possa governare l’emergenza e che abbia le minime competenze per farlo. Perché di problemi ce ne sono parecchi all’ordine del giorno: sul terremoto vanno ancora sciolti almeno due quesiti, quello legato all’accordo con l’Abi per il piano di ammortamento sui mutui contratti per pagare le tasse e quello che dovrà portare all’istituzione delle zone franche urbane. Errani aveva l’autorevolezza per interfacciarsi con la Ragioneria di Stato, sempre parca in tema di aiuti economici, un carisma difficile da trovare in altri potenziali candidati.
Ancora più critico il tema alluvione dove, invece, mancano ancora le prime ordinanze per rimborsare i danni alle imprese e al mondo agricolo.
Ebbene, il toto-nomine è già partito seppur si trovi in fase embrionale. C’è il fronte che vorrebbe Muzzarelli tornare a governare per qualche mese la situazione che conosce meglio di tutti gli altri, magari cedendo la reggenza della Provincia. E da viale Martiri qualcuno ha avanzato il nome di Emilio Sabattini, ormai a fine mandato. Tra i profili tecnici ha qualche consenso Rita Nicolini della protezione civile, già in lizza per Aipo e Maurizio Mainetti, direttore del dipartimento della protezione civile regionale, che prese il posto di Demetrio Egidi. Ma ci potrebbe anche essere una soluzione “romana” con un uomo di fiducia di Franco Gabrielli, o addirittura lui stesso, a guidare un treno che, seppur a marce ridotte, sta avanzando.
@francescodondi
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