E Coldiretti chiede di abbattere le nutrie
L’assessore Gazzolo: «Siamo al lavoro». Manfredini e Defranceschi: «Più manutenzione ordinaria»
«L’intensa attività di studio e indagine scientifica compiuta in questi mesi dalla Commissione è stata fondamentale per fare chiarezza e dare risposta alla comunità su ciò che è successo - ha commentato l’assessore alla Difesa del suolo Paola Gazzolo - Adesso abbiamo con un triplice obiettivo: attuare una manutenzione costante degli argini, potenziare il monitoraggio e la vigilanza idraulica e, anche alla luce del contributo che ci ha offerto la Commissione, intensificare l’attività di controllo e contenimento degli animali».
«Quello di Modena è stato un disastro annunciato - commenta Mauro Tonello, presidente regionale di Coldiretti - A più riprese abbiamo denunciato il problema della diffusione degli animali, in particolare le nutrie, altamente prolifiche, che si stanno diffondendo senza controllo perché privi di antagonisti. Abbiamo chiesto con chiarezza di definire una specifica strategia di prevenzione che preveda un piano di abbattimento per evitare la diffusione a dismisura degli animali che scavano tane negli argini. La loro riproduzione è ormai fuori controllo e stanno mettendo a rischio non solo l’ambiente e le attività agricole, ma la stessa sicurezza dei cittadini. Un primo intervento, ad esempio, dovrebbe essere di mettere gli agricoltori, capillarmente presenti e buoni conoscitori del territorio, in condizione di abbattere gli animali nocivi».
Intenso anche il dibattito in commissione Ambiente in Regione. Secondo Giuseppe Paruolo (Pd), bisogna “prevedere operazioni per il controllo della popolazione di questi animali. Silvia Noè (Udc) chiede “una pulizia degli argini più costante e i frontisti devono essere più coinvolti e più ascoltati nelle loro segnalazioni”. Paola Marani (Pd) suggerisce di “aumentare gli elementi di protezione di accesso agli argini, come reti o teloni, perché solo chiudere le tane è dispendioso e poco efficace”. Secondo Mauro Manfredini (Lega Nord), “Aipo deve rendere conto del perché le sue conclusioni siano esattamente contrarie a quelle degli esperti”. Inoltre, accusa il consigliere, “da tempo chiediamo più fondi per la manutenzione ordinaria, una nostra risoluzione sul tema è stata approvata all’unanimità, ma è poi rimasta solo sulla carta”. Per Andrea Defranceschi (M5s), infine, “dobbiamo sfruttare la prevedibilità dei modelli utilizzati dalla commissione per permettere una manutenzione più precisa ed efficace”.
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