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Ladri di notte nelle case Rivara si scopre nel mirino

Ladri di notte nelle case Rivara si scopre nel mirino

San Felice. L’ultima razzia ad opera della banda che forza le porte con il trapano «Dormivamo, al risveglio la scoperta che mancavano soldi e preziosi»

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SAN FELICE

Svegliarsi al mattino e scoprire che i ladri ti hanno girato per casa, magari anche in camera da letto, portandosi via soldi e ori che hanno trovato sulla loro strada.

Accade, tanto per cambiare, in una Rivara massacrata da un fenomeno che trova peraltro riscontro in tanti altri centri abitati della zona. Perchè dopo la relativa flessione del post-terremoto, dopo che fu scoperta e sgominata una banda di slavi che progettava tra l’altro colpi alle case dei terremotati, la crisi economica e la fragilità di un sistema istituzionale che appare più preoccupato di garantire un’apparenza di sicurezza, i furti sono ormai all’ordine del giorno.

A Rivara non si sono fatti mancare nulla, negli ultimi giorni. Anche le famiglie che hanno ricevuto ospiti, nella notte tra lunedì e martedì.

«E pensare - racconta Pietro che abita in via Bozzoli - che ero andato a letto tardi, quasi alle due, dopo lo spettacolo delle bande, e mi sono svegliato alle cinque per andare al lavoro. Eppure nè io, nè i miei familiari ci siamo accorti di nulla. Ci hanno preso soldi e preziosi, per quello che abbiamo potuto accertare ad una prima verifica...».

I ladri hanno usato la classica tecnica del trapano a pila. Praticano un foro sul portoncino e riescono così a farlo aprire dall’interno, senza che nessuno si accorga di nulla. Ma Pietro non ha percepito nessuna strana sensazione, come quelle di chi sospetta di essere stato narcotizzato.

Alla stessa ora i ladri - che quando prendono di mira una zona la passano al setaccio, in una o più riprese, erano al lavoro in via Don Bortolotti, nel bel mezzo del quartiere più popoloso di Rivara, vicino alla chiesa.

«Mi sono addormentata alle tre di notte - racconta Teresa, commerciante a San Felice - e non avevo neppure gran sonno. Ricordo solo che c’erano il portafogli di mio marito e la borsetta di mia figlia in cucina e in sala. All’indomani sono andata al lavoro, alle sette, e poco dopo mi ha chiamato mio marito chiedendomi del portafogli. Così ho realizzato che la porta della lavanderia che avevo trovata aperta non era stata una mia dimenticanza, ma il risultato del lavoro dei ladri. E infatti mio marito ha trovato portafogli e borsetta in cortile, lì vicino, senza i soldi. Hanno preso anche un paio di occhiali di mia figlia, ma mi sento di dire che ci è andata bene».

Poche sere prima i ladri hanno devastato la serra di una azienda ortofrutticola familiare in via Grande. Se ci aggiungiamo le truffe dei finti addetti Aimag, il furto alla Valpa e tutti quelli appena precedenti, la situazione non può certo essere definita entusiasmante. (ase)

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