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REGIONALI 2014

Terremerse, Errani decade anche da commissario per il terremoto

di Davide Berti
Terremerse, Errani decade anche da commissario per il terremoto

Vasco Errani, presidente della Regione, che ha annunciato le dimissioni dopo la condanna a un anno la per la vicenda Terremerse, ha deciso di lasciare anche la complessa carica di commissario alla ricostruzione per il sisma del 2012

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Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna che ha annunciato le dimissioni dopo la condanna a un anno per la vicenda Terremerse, ha deciso di lasciare anche la carica di commissario alla ricostruzione per il sisma del 2012.Il Governo dovrà decidere a chi affidare l'incarico, e anche se sarà un commissario a tempo (fino all'arrivo del nuovo presidente della Regione) o per un impegno pieno, che proseguirà il lavoro anche con la nuova amministrazione.

LA TEMPESTA POLITICA

Quando e con che intensità soffierà il vento renziano per spazzare via la bufera Terremerse? È l’unica vera domanda del giorno dopo la tempesta. Tempesta non perfetta quella delle dimissioni di Errani in seguito alla condanna di un anno in Appello per falso ideologico, che ha colto tutti di sorpresa, tutti impreparati alla gestione di ciò che accade. Il Pd, con autorevoli esponenti che anche ieri hanno nuovamente chiesto ad Errani di rinunciare alle dimissioni e non si capisce con quale logica e coerenza, cerca di prendere tempo.

IL QUADRO

Arriverà Matteo Renzi a decidere il futuro della regione che pesa di più. L’idea è che, intanto, le primarie siano quasi impossibile da calendarizzare, e così si cerca un nome che possa essere calato dall’alto senza incorrere in grosse spaccature. In questo senso scendono le quotazioni di Matteo Richetti, stabili quelle di Stefano Bonaccini e si rialzano quelle di Graziano Delrio. L’ex sindaco di Reggio Emilia, e oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, avrebbe però fatto intendere di non essere troppo interessato alla corsa. Ma se Renzi glielo dovesse chiedere in nome dell’unità della Regione, difficilmente potrebbe tirarsi indietro. L’unica che ieri ha detto di essere a disposizione è la vicepresidente Simonetta Saliera, ma non è lì che il Pd potrà convergere. Più staccati Daniele Manca e Roberto Balzani

NUOVE ELEZIONI

Potrebbe essere quella del 9 novembre la data delle elezioni regionali che rinnoveranno il presidente e il consiglio regionale dell'Emilia-Romagna dopo le dimissioni di Vasco Errani. È questa, a quanto si apprende, l'ipotesi più probabile fra quelle alle quali si sta lavorando in queste ore in Regione. In realtà questa data è posticipata in avanti rispetto alla scadenza che la legge vorrebbe, imponendo le urne al massimo a tre mesi dalla data delle dimissioni e quindi entro il 20 ottobre se, come sembra Errani si dimetterà alla fine della prossima settimana.

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LE URGENZE

«Nel prendere atto della Sua decisione, che rispettiamo profondamente, e nella comune volontà di mettere le istituzioni al centro di ogni iniziativa, siamo a chiederLe, nel pieno rispetto delle Sue scelte, di posticipare la formalizzazione delle Sue dimissioni». Questa la richiesta contenuta nella lettera inviata a Vasco Errani dalla Conferenza dei presidenti dei Gruppi Assembleari dell’Emilia Romagna, riuniti nel pomeriggio con l’Ufficio di Presidenza.

È stata così accolta all’unanimità la proposta della presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, di chiedere ad Errani di posticipare la presentazione formale delle sue dimissioni per permettere all’Assemblea l’approvazione dei progetti di legge e degli atti amministrativi il cui iter è concluso e per i quali manca solo l’esame in aula per il via libera definitivo, a cominciare dagli atti di programmazione dei fondi europei. Fissati anche gli ordini del giorno per le prossime assemblee, convocate per il 15, 16 e 17 luglio.

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IL CAOS PD

In tutto questo il Pd deve anche trovare un modo per svolgere il congresso regionale, che forse è il problema minore, e capire se ci sono i tempi per le primarie, che al massimo potrebbero essere previste per la metà di settembre. Una direzione regionale del Pd, convocata ad inizio della prossima settimana, stabilirà come dovrà muoversi il Pd in vista dei prossimi mesi. Se si dovesse votare in autunno (ipoteticamente fine ottobre-inizio novembre) salterebbe il congresso regionale (previsto per il 5 ottobre) e Stefano Bonaccini rimarrebbe a fare il segretario, oltreché il candidato più accreditato per la successione di Errani. In questo caso si accelererebbe anche il percorso che porterebbe alle primarie da tenersi ad inizio settembre. Qui, però, ci sarebbe un ingorgo con la festa nazionale dell'Unità in programma a Bologna e quelle di Reggio e Modena.

Sarebbe difficile conciliare tutto con le primarie che quindi, difficilmente, potrebbero svolgersi prima del 14 settembre, rendendo strettissimi i tempi per la futura campagna elettorale. Ecco perché rimane più probabile l'ipotesi di una scelta del candidato senza passare dalle primarie: questo richiederebbe, però, una convergenza della quasi totalità del partito su un nome che però, al momento, pare complicata da raggiungere.

@dvdberti

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