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Sentinelle in piedi e accuse di omofobia Scontro in Comune

Sentinelle in piedi e accuse di omofobia Scontro in Comune

Querzè chiede al sindaco di criticare le loro manifestazioni Santoro (Ncd) invece l’invita a evitare ogni forma di censura

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«Modena sembra essere diventata la città dei presidi omofobi». È l’affondo di Adriana Querzè dopo la terza manifestazione delle Sentinelle in Piedi. L’associazione, dichiaratamente antiomofoba e a favore della famiglia tradizionale, s’era ritrovata il 21 giugno in piazza Grande. Quattrocento persone hanno letto su file parallele per circa un’ora per protestare contro il ddl Scalfarotto contro l’omofobia.

«Non vogliamo andare in prigione per aver detto che il matrimonio è tra un uomo e una donna - aveva spiegato il rappresentante Giovanni Giannasi - non siamo omofobi, ma non ci deve essere neanche eterofobia». Davanti a loro c’era stato anche un flash mob organizzato dall’Arcigay.

«Se non hanno nulla contro di noi - aveva ribattuto Alberto Bignardi, presidente del gruppo modenese - vengano al Gay Pride. Rispondiamo con amore al loro odio». Non c’erano stati scontri, ma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli aveva risposto ai dubbi di opportunità sollevati dal secondo gruppo. «Non mi pare che ci siano manifestazioni d’odio di cui si parla - aveva detto - è necessaria più serenità».

Un appello non condiviso da tutti. La capogruppo di Per Me Modena con una interrogazione chiede al sindaco se intende stigmatizzare i “comportamenti” delle Sentinelle in Piedi, accusati di «condurre la loro battaglia contro le rivendicazioni dei diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali». Dall’ex assessore all’Istruzione anche un appello al sindaco per aderire alla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazione e alla creazione di uno sportello LGBT entro la fine dell’anno. Di parere diverso Luigia Santoro (Nuovo Centro Destra). «Se oggi si viene accusati di omofobia soltanto stando in silenzio nelle piazze - ha detto la capogruppo Ncd - è facile prevedere quanto accadrà domani se questo disegno (Scalfarotto) diventerà legge e non è che la conferma di ciò che le Sentinelle vanno denunciando». «Lo svolgimento della manifestazione del 21 giugno - ha ripreso Santoro - è stato pesantemente contrastato da una contro manifestazione LGBT non autorizzata. Gabriele, un omosessuale italiano, ha deciso di vegliare con le Sentinelle in Piedi, contro il disegno di legge anti-omofobia perché non vuole manifestare in un Paese in cui chi dissente non può esprimersi».

L’esponente del Ncd ha ricordato come le Sentinelle in Piedi «non sono un movimento, ma una rete apartitica e aconfessionale che coinvolge persone di qualunque fede, orientamento sessuale e appartenenza politica». Luigia Santoro chiede al sindaco « se intenda prendere provvedimenti nei confronti di coloro che contestano e offendono, non autorizzati, mettendo in pericolo i principi democratici della nostra Costituzione».

Gabriele Farina

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