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«Stesse regole per tutti: senza luce chi non la paga»

di Serena Arbizzi
«Stesse regole per tutti: senza luce chi non la paga»

L’assessore Depietri interviene dopo il taglio delle utenze dietro la piscina «Avevo messo in guardia le nove famiglie dei Sinti. Altrove hanno adempiuto»

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«Abbiamo staccato la luce e sono andata a dirlo ai nomadi mettendoci la faccia, in prima persona. Avvertendoli con anticipo che se non avessero saldato il debito dell’utenza si sarebbero trovati in questa situazione. Ho parlato con i capifamiglia insieme a rappresentanti dell’associazione La Giravolta, il 25 giugno scorso: in quell’occasione era stato dato loro qualche giorno per mettersi in regola, ma ciò non è avvenuto. Perché la legge dev’essere uguale per tutti: chi non paga, non ha diritto di ricevere il servizio».

Sono destinate a rimanere scolpite nella storia le frasi dell’assessore alle politiche sociali Daniela Depietri dopo lo stop, come anticipato Gazzetta, all’erogazione di energia elettrica attuato lo scorso lunedì nell’area dietro la piscina, sistemazione provvisoria per parte dei sinti arrivati alla fine di aprile dall’ex campo di via Nuova Ponente. Queste parole sanciscono una svolta nel modo di trattare con i nomadi da parte di un’amministrazione accusata, da circa una quarantina d’anni, di eccessivo assistenzialismo nei confronti dei Sinti.

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«Sono tre le borse lavoro concesse ai Sinti dell’area fiere – conferma Depietri – da 450 euro ciascuna. Solo tramite l’autonomia e la responsabilizzazione dei sinti si può proseguire un rapporto fattivo con l’amministrazione. Per questo è stato chiesto che ogni famiglia avesse il suo allacciamento elettrico e il suo contatore: nell’area fiere ci sono infatti 9 famiglie, 9 allacciamenti e 9 contatori. I Sinti che si sono trasferiti da via Nuova Ponente al Centro di accoglienza di Cortile sono invece in regola con i pagamenti delle utenze, a dimostrazione del successo di questa scelta», prosegue l’assessore.

Al proposito di Cortile, il comitato - nonostante Tar e consiglio di Stato abbiano accolto le ragioni del Comune - ha definito l’ultima sentenza una sostanziale vittoria, perché si evincerebbe che i nomadi non traslocheranno più in via dei Fuochi. Il Comune conferma questa decisione?

«Non so come faccia il comitato Per Cortile a giungere a una simile conclusione… Noi abbiamo risposto con una prima ordinanza a una situazione di urgenza. Con una seconda ordinanza abbiamo risposto ad una serie di altri problemi – prosegue Depietri - Adesso non c’è più la situazione di urgenza e stiamo compiendo più serenamente delle valutazioni sulla collocazione definitiva dei Sinti. Non voglio creare false aspettative in chi crede che i nomadi non si trasferiranno nel terreno di loro proprietà…».

Per quanto riguarda invece il centro di prima accoglienza di Cortile, dove all’esterno sono piazzate le roulotte dei Bernardoni, verrà utilizzato per fini sociali, com’era già avvenuto con profughi del nord Africa prima del sisma, ma solo dopo il trasferimento dei sinti.

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