Porta Aperta, impennata delle richieste di aiuto
Dall’inizio dell’anno già distribuiti cinquemila sacchetti con generi alimentari La media giornaliera dei colloqui è passata da 23 a 28. «I dati sono allarmanti»
Una media di ventotto colloqui al giorno con chi ha disagi di natura economica per motivi più svariati, in aumento rispetto allo scorso anno quando la media giornaliera era 23, con un picco di 57 persone ricevute in una sola giornata. È protagonista di un’attività incessante il centro Porta Aperta che svolge molteplici servizi, dal punto d’ascolto all’erogazione di aiuti come sporte materiali, che quest’anno ammontano già a quasi 5mila, come trapela dalle stime di questa prima metà del 2014. «È il massimo di sempre - commenta il coordinatore Stefano Facchini - I dati dei primi mesi dell’anno sono da record. Se moltiplichiamo la media giornaliera per il numero dei giorni in cui teniamo aperto, circa 200, otteniamo complessivamente 4600 colloqui, che si sono svolti nel 2013 con persone bisognose d’aiuto. Se la media dei primi mesi di quest’anno, 28 colloqui al giorno, persiste, nel 2014 ne avremo totalizzati in tutto 5600. Numeri incredibili, ma reali. In parte sarà per la maggiore visibilità dovuta all’indirizzo nuovo di via Don Minzoni dove ci siamo trasferiti. Soprattutto, però, è la gravissima crisi economica che ormai dura da anni a trascinare qui le persone, che non sempre hanno condizioni di vita apparentemente disperate. Tra coloro che vengono qui, infatti, ci sono anche lavoratori con contratti a tempo indeterminato. Dal punto di vista della nazionalità, invece, rimaniamo fermi a circa il 30% di italiani e la parte rimanente è composta da stranieri, percentuali allineate agli anni scorsi. È solo un’impressione, forse data dalla vicinanza ai quartieri popolari di via Due Ponti, ma è possibile che gli italiani siano in lieve aumenti. Gli italiani tendono a ritornare maggiormente rispetto agli stranieri, probabilmente perché capiscono meglio la lingua. Il nostro servizio, infatti, non è solo l’assistenza materiale, ma anche l’ascolto e il dialogo. Si tratta di un servizio che vorremmo incrementare, nonostante per il 90% le persone si rivolgano a noi per ricevere aiuto in termini di beni. Le storie sono le più varie, legate a problemi di sostenimento di costi, principalmente della casa, con mutui, bollette, spese condominiali, affitti che non si riescono più a pagare. E una rete familiare che non può più funzionare da ammortizzatore sociale come gli anni scorsi. E scorgiamo persone che non sono mai venute nei nostri 26 anni di apertura - prosegue Facchini - che non si trovano in situazioni di estrema povertà». Porta Aperta lo scorso anno ha aiutato circa 900 famiglie, di cui 285 italiane, in aumento rispetto alle 274 del 2012. I colloqui complessivi nel 2013 sono saliti da 4241 a 4668, registrando un incremento del 10% rispetto ai dodici mesi precedenti.
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