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«Troppo comodo dar la colpa alle nutrie»

«Troppo comodo dar la colpa alle nutrie»

Le cause dell’alluvione: Lega Ecologica e Confagricoltura chiedono di non sviare le responsabilità

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La relazione salvauomini della commissione regionale sulle cause dell’alluvione non convince tutti. Non convince la Lega per la Difesa Ecologica che in una nota “ritiene più corretto individuare la causa dell'alluvione nella mancanza di manutenzione e controllo da parte di Aipo piuttosto che alle tane degli animali anche perché, se così non fosse, bisognerebbe accettare che il nostro futuro dipende da tassi e istrici...».

La Lde allarga la riflessione: «Sia nel caso del terremoto del 2012 che dell'alluvione sono state istituite commissioni e fatti studi per determinare le cause, ben sapendo che è molto arduo arrivare a questo. Non è che questo abbia secondi fini? Nel caso dell'alluvione, non potendo invocare l'eccezionalità delle precipitazioni, ci tranquillizziamo chiamando in causa gli animali. Anche nel caso del rischio idraulico del Canale Naviglio, di cui si parla in questi giorni, la colpa viene attribuita alle alghe (in realtà piante radicate) senza dire che la loro crescita abnorme è dovuta ai nostri scarichi. I colpevoli delle nostre disgrazie sarebbero quindi il mondo animale e vegetale. Anche la sperimentazione al Cavone ha escluso che la reiniezione nel sottosuolo sia causa di terremoti... Evidentemente c'è chi pensa alle Commissioni come tranquillanti piuttosto che alla soluzione dei problemi».

Tornano allo specifico, la nota spiega che «è stato ipotizzato che la causa del collasso siano state le tane, ma le prove portate per questo non hanno una grande validità scientifica. A supporto vengono citate le testimonianze oculari di cittadini che hanno assistito all'allagamento una volta iniziata la rotta, attribuendogli un'importanza determinante. Peccato che non esistono testimonianze oculari di Aipo che in quelle ore e soprattutto in quelle precedenti avrebbe dovuto sorvegliare gli argini. Viene inoltre citata la presenza delle tane nei tratti di argine contigui a quello crollato (ovvia e nota) ma anche la loro presenza in quello crollato desunta dalle foto aeree del 2010 e del 2012, con addirittura l'indicazione dei fori di entrata e uscita. Se si superano i legittimi dubbi che dalle foto aeree si possa arrivare a un tale dettaglio, come mai non è stato fatto niente dal 2010 per rimediare?».

La presidente di Conf-agricoltura Modena Eugenia Bergamaschi commenta così: «La presenza degli animali selvatici non è una novità, noi del mondo agricolo da anni lo segnaliamo. Gli animali fanno il loro “mestiere”, ovvero costruiscono tane, è nella loro natura e non possono essere incolpati dell’alluvione. L’eccessiva presenza di animali è un danno per la tenuta degli argini dei fiumi e per le produzioni agricole, e rappresenta un pericolo, ma si controlla con l’applicazione delle leggi e il lavoro dei coadiutori. Esiste un ente incaricato di vigilare gli argini, fare vigilanza e manutenzione e provvedere alla chiusura delle tane. Se fossero state applicate le norme si sarebbe evitata questa calamità annunciata. Il mondo agricolo in diverse occasioni ha segnalato la mancanza di manutenzione e il rischio di rottura degli argini, ma non è mai stato ascoltato. Nessuno meglio di un agricoltore conosce il territorio e i rischi ad esso connessi. Scaricare la colpa sugli animali non solo non è giusto, ma non è nemmeno la soluzione. Chi è incaricato della manutenzione dei fiumi svolga il proprio lavoro».

Di tutt’altro avviso l’associazione delle Bonifiche che ironizzando su chi ironizzava ora chiedono di dar corso alla eliminazione delle nutrie.

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