Bonaccini e il dopo-Errani Oggi verità sulle primarie
Nella direzione regionale di Bologna si discuterà della scelta del nuovo candidato All’ordine del giorno anche la legge elettorale e lo slittamento del congresso
Ieri lo ha detto anche il sindaco di Modena Gian carlo Muzzarelli: «Primarie sì, ma solo senz acandidato forte». E sulla stessa linea si è espresso anche il Pd modenese nella segreteria provinciale di due giorni fa. Una parola definitiva, però, dovrebbe uscire oggi dalla direzione regionale del Pd dove il tracciato del dopo-Errani dovrebbe essere più che mai chiarito dal momento che i tempi stringono.
«Le primarie non si discutono, ma se siamo in grado di esprimere una candidatura unitaria, partendo dai contenuti e dalla nostra storia, saremo tutti più forti». Questo il pensiero di Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena, sulle dimissioni del presidente della regione Vasco Errani e sulle elezioni anticipate per via Aldo Moro al prossimo autunno. Per Muzzarelli «avere diverse opportunità è un valore per l'emilia romagna e per Modena, ma non possiamo scegliere un candidato sulla base delle appartenenze di corrente o per la sola provenienza territoriale», mentre il Pd si deve riferire «a un progetto di governo sul quale poi il candidato o la candidata potrà mettere la sua impronta», continua il sindaco e «io spero in un progetto largamente unitario». Bisogna «essere chiari- continua Muzzarelli- e occorre che la buona politica ritrovi la forza dell'unità e comprendere che di Renzi ce n'è uno e gli altri sono diversi». Per questo «ci vuole una proposta forte, autorevole, innovativa, che dimostri che siamo in grado di aprire subito una nuova stagione di buon governo e che sappiamo reagire a testa alta al colpo delle dimissioni di Errani».
L'unica decisione che con ogni probabilità verrà presa domattina riguarda il rinvio dello sciagurato congresso regionale Pd, oggi in calendario per il 5 ottobre dopo due rinvii già subiti. Il segretario regionale Stefano Bonaccini, che ieri mattina in regione ha “benedetto” l'abolizione del listino - il vecchio sistema elettorale con il quale la Regione potrebbe tornare al voto, salvo stravolgimenti che però non sono all’ordine del giorno dell’assemblea della prossima settimana - insieme alla capogruppo Anna Pariani (negli uffici Pd è salito ad un certo punto anche l'ex parlamentare renziano Salvatore Vassallo), sta tessendo la tela per portare una proposta da condividere alla riunione di questa mattina, anche se probabilmente ne serviranno altre. Lo scenario vede tanti (troppi?) possibili candidati alle primarie, chieste a gran voce soprattutto dai renziani della prima ora e dai prodian-civatiani. Un modo per “sfoltire” la rosa sarebbe puntare con decisione sulle primarie di coalizione, a cui si sono già idealmente iscritte Sel e Idv. In quel caso infatti il Pd non potrebbe proporre più di due candidati e sarebbe spinto a puntare con decisione su uno soltanto. La sintesi complicatissima su un nome scelto dal gruppo dirigente potrebbe insomma rientrare dalla finestra delle primarie di coalizione. Anche la legge elettorale, e non solo la decisione sulle primarie o sul candidato unico (Bonaccini sarebbe più avvantaggiato dell’altro modenese, Matteo Richetti, in questo caso) terrà comunque banco la prossima settimana dal momento che ieri si è scatenato un vero e proprio dibattito tra Pd e grillini.
«Ribalto a Defranceschi la domanda che lui rivolge a Bonaccini: perchè il Movimento 5 Stelle, che ha così a cuore la riforma elettorale, non ne ha presentata una? I testi su cui si discuterà lunedì sono della maggioranza e del Pdl». L'ha scritto, in una nota, la capogruppo Pd in assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, replicando al consigliere pentastellato, Andrea Defranceschi che aveva sostenuto, rispondendo al segretario regionale del partito, Stefano Bonaccini, come la scelta del Pd di presentare ora la legge elettorale, fosse una mossa da campagna elettorale.
Bonaccini che anche ieri è stato chiaro: «Da molto tempo dico che bisogna indicare la doppia preferenza di genere ed eliminare il listino perchè sia davvero il territorio ad eleggere tutti e 50 i futuri consiglieri regionali. Quindi mi auguro - ha detto Bonaccini - che la proposta che il Pd da tempo aveva avanzato insieme al centrosinistra possa trovare riconoscimento e che si faccia in tempo, prima della scadenza del mandato, sia pure anticipato, perchè sarebbe nelle aspettative degli elettori ma anche quello che il Pd ha sempre detto in questi anni». (d.b.)
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