Camera Commercio, scrivono i dipendenti
Una lettera firmata da 108 lavoratori avverte sulle possibili conseguenze ai tagli: «Così si chiude»
Chiusura delle sedi periferiche di Carpi e Sassuolo e degli uffici di Pavullo e Vignola, niente più lavoro estivo guidato per i giovani, niente più fondi per gli istituti tecnici per l'acquisto di materiali tecnologici, ma anche il Festival della Filosofia e Modena Terra di Motori, le due grandi manifestazioni modenesi, potrebbero risentire in modo forte dei tagli che a breve subirà, con l'applicazione del decreto legge sulla riforma camerale, la Camera di Commercio di Modena. Questo vogliono ricordare alla città i dipendenti della Camera di Commercio di Modena che con una accorata lettera aperta, sottoscritta da 108 lavoratori, segnalano come troppo spesso viene trascurata la reale entità dei sostegni che l'ente Cciaa elargisce alla città, come ad esempio «i sostegni al sistema fieristico, alla progettazione dello scalo merci», o «il milione di euro destinato alle imprese colpite dalle alluvioni e dalla tromba d'aria». Questi «sono solo alcuni degli interventi che l'ente ha stanziato nell'ultimo anno e che potrebbero risentire gravemente della riforma», spiegano i dipendenti. «Ci preoccupiamo per noi- aggiungono- ma anche per i lavoratori meno tutelati», che dipendono da attività esterne ma legate alla camera di commercio. «Siamo i primi a voler lavorare in un ente efficiente e ritenuto tale- spiegano ancora i lavoratori chiarendo di non essere contrari in linea di principio alla riforma- ma il taglio del 50 per cento dei trasferimenti determinerà necessariamente la chiusura dell'ente», con importanti ripercussioni su tutto il territorio.
«Siamo consapevoli - proseguono i dipendenti - che le difficoltà in cui versa il Paese richiedano uno sforzo, un sacrificio per tutti e noi non intendiamo sottrarci a questa fase di profonda riforma, del sistema camerale e più in generale della pubblica amministrazione. La Camera di Commercio di Modena, Unioncamere regionale e nazionale hanno già intrapreso un percorso di importante ristrutturazione delle Camere di commercio italiane. Il Governo e il Presidente del Consiglio ci consentano di poterlo realizzare. Le imposizioni calate dall’alto, la storia ci insegna, non hanno mai portato a risultati apprezzabili».
Due giorni fa l’aria di cattive notizie era arrivata anche dal vicepresidente della Camera di Commercio, Giorgio Vecchi, che ha colto infatti l’occasione per annunciare che difficilmente si potrà realizzare l’iniziativa per la promozione dei prodotti tipici prevista in piazza Roma in occasione di Expo, soprattutto a causa dei tagli economici alle Camere di Commercio. Un tema che il sindaco Muzzarelli ha ripreso in conclusione confermando l’istituzione del tavolo di confronto permanente. Ma non è solo un problema di Expo.
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