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IL PERSONAGGIO

Ex operaio ceramico fabbrica le chitarre per i big della musica

Ex operaio ceramico fabbrica le chitarre per i big della musica

La bella storia di Francesco Bedini, ispirato da un volantino «Creo e riparo strumenti per appassionati, non solo famosi»

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In una villetta fra tante, zona Pontenuovo, c'è il laboratorio di uno dei pochissimi liutai della provincia di Modena. Uno specialista della chitarra elettrica, già rinomato al punto da avere raddoppiato, con un nuovo laboratorio aperto a Ferrara da quest'anno.

Si chiama Francesco Bedini, ha 30 anni e da poco meno di dieci svolge questo mestiere con passione e bravura da artigiano.

«Nel 2005 volevo fare il chitarrista – spiega – ho cominciato a studiare al Dams per uno sbocco in campo artistico, ma sono presto passato a lavorare in ceramica. Un giorno ho avuto il volantino della bottega di Desiderio Quercetani a Parma. Mi sono immediatamente innamorato della professione di liutaio, ho studiato per due anni a bottega, il terzo anno una settimana alla scuola e una a casa a mettere in pratica. La specializzazione era per gli strumenti ad arco, ma la mia passione andava a quelli elettrici. Così ho aggiunto un corso di aggiornamento con Galeazzo Frudua: prima tre giorni su set-up e riparazioni elettriche, poi un periodo più intensivo, in cui Frudua viene a casa tua per alcuni giorni, ti chiede di farti il tuo laboratorio e ti aiuta a riparare e costruire con le tue attrezzature».

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Da qui parte la carriera di liutaio per chitarre elettriche di Francesco Bedini: «Max Marcolini, chitarrista che lavora con Zucchero, ha voluto una replica di una Fender uguale a quella di Jeff Beck. Un altro che porta in giro i miei strumenti è il violinista dei Modena city Ramblers. Le ultime che ho creato le ha provate a Ferrara Giorgio Contrastini, che suona con Tiziano Ferro e Max Gazzè».

Come nasce una chitarra elettrica?

«Si parte dai legni, mogano o acero per il manico, ebano o palissandro per la tastiera, mogano, frassino, ontano per il corpo. Dipende dal suono che si cerca. Si lavorano i pezzi, si assemblano, la meccanica e l’elettronica le monto tutte in casa. Un pezzo interamente artigianale parte da un prezzo di 1800 euro a salire. Si realizza in due settimane, la verniciatura richiede un mese, per averla finita ce ne vogliono tre, quattro Hai la certezza di avere la chitarra che vuoi, niente di industrializzato».

Cosa cerca un chitarrista? Forma originale, colore, suono?

«Sono tutti diversi. Io cerco di fare chitarre in grado di suonare tutto, dal metal al pop, anche perchè i musicisti di oggi devono fare un po' di tutto. La mia linea attuale è molto naturale, senza vernice, credo che senza chiudere i pori del legno si ottenga un suono più intenso».

Chi sono i tuoi clienti?

«Negozi di musica mi portano gli strumenti da aggiustare. Poi ci sono ovviamente i musicisti, ma non aspettatevi grandi celebrità. Molti sono insegnanti, turnisti in studio, cover band. La musica non sta tanto bene, i luoghi in cui suonare dal vivo sono sempre meno, tanti chiudono».

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