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Iter per un deposito di rifiuti contaminati

Iter per un deposito di rifiuti contaminati

La Dueaenne Sas ha fatto richiesta alla Provincia di poter realizzare un deposito permanente di rifiuti contaminati da cemento amianto a San Felice. Il progetto, che andrà sottoposto a valutazione di...

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La Dueaenne Sas ha fatto richiesta alla Provincia di poter realizzare un deposito permanente di rifiuti contaminati da cemento amianto a San Felice. Il progetto, che andrà sottoposto a valutazione di impatto ambientale, è stato avanzato dalla società di Bruna Braga, moglie di Augusto Bianchini e l’operazione verrebbe realizzata proprio nell’area di via Dell’Industria. Eventuali osservazioni all’imponente piano andranno avanzate entro metà settembre. L’idea è quella di stoccare circa 108mila tonnellate - pari a 76500 metri cubi - di rifiuti contaminati e il progetto avrebbe ripercussioni non solo su San Felice, ma anche su Medolla, il cui territorio è interessato dagli impatti ambientali connessi alla realizzazione ed all’esercizio dell’impianto. Di tutto il materiale contaminato in carico a Bianchini, infatti, ne resta sequestrato oltre 85mila tonnellate mentre i sacconi di San Biagio (nella foto), tra gli altri, andranno smaltiti solo quando si troverà una strategia definitiva, che potrebbe essere proprio il deposito di via Dell’Industria.

Due le ipotesi proposte: la prima prevede che il deposito sia realizzato nell’area il cumulo di inerti da sottoporre a macinazione. “Prima di procedere alla movimentazione di tutto il materiale contaminato - si legge nel report - dovrà essere macinato il materiale inerte presente sull’area. Questa prima fase potrebbe

richiedere 20-24 mesi di tempo”. La seconda strada, invece, prevede lo stoccaggio nella zona corrisponde all’area sulla quale attualmente si trovano i cumuli

del materiale contaminato da trattare. “Il cumulo più contaminato (fibrocemento) - scrivono nella relazione i consulenti di Bioteco - non viene movimentato. L’intervento consisterà nell’accorpare i cumuli provenienti da via Milano al fibrocemento e

ricoprire tutto questo materiale con la terra, prima quella del lato prospiciente il cumulo di

fibrocemento (parte contaminata), poi con la parte restante. Prima di movimentare la terra,

gli spazi attualmente esistenti tra i vari cumuli, verranno occupati dai big bags pieni di

materiale contaminato derivanti da San Biagio e dal piazzale dei Vigili del Fuoco”. (f.d.)

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