Polizia: «Niente più straordinari»
I sindacati all’unisono: «Disagio professionale, carenze, scelte allarmanti: basta»
Blocco degli straordinari, non un minuto in più del dovuto nei servizi per l’ordine pubblico, nella ronda di quartiere, nelle indagini. Condizioni di lavoro assurde, carenza di mezzi e di persone, vedi ad esempio la chiusura estiva del posto di polizia in via Molza: tutti i sindacati di polizia (Siulp, Silp, Sap, Siap, Ugl, Consa, Adp) dicono basta. «È sotto gli occhi di tutti - recita una nota congiunta - come le condizioni lavorative ed economiche dei poliziotti stiano raggiungendo livelli sempre più insostenibili e infatti, già da tempo denunciamo alle Istituzioni e all’opinione pubblica, il progressivo deterioramento e l’acuto disagio professionale del personale».
«Le forze dell’ordine sono la nuova categoria di poveri: si lavora in contesti operativi sempre più difficili, con mezzi obsoleti e insicuri, in strutture fatiscenti che minano persino la dignità degli operatori, con un età media sempre più elevata che mette a rischio i livelli di efficienza dei servizi di sicurezza e di mantenimento dell’ordine pubblico, tenuto conto che la nostra mission è rivolta ai cittadini ed è destinata alla tutela delle istituzioni democratiche. A ciò si aggiungano la chiusura di uffici disposta dal dipartimento, l’allarmante assenza di strategia sulla sicurezza che prevede uno smodato ricorso a pratiche emergenziali, come la gestione dei fenomeni di immigrazione e come l’approccio all’ordine pubblico e i recenti testi del Dl sulla riforma della P.A». Pertanto stop agli straordinari. «Abbiamo deciso di non concedere più, con effetto immediato le deroghe relative agli orari per l’ordine pubblico, (stadio, cortei, presidi ecc.) quelle per i servizi di accompagnamento di stranieri clandestini alle frontiere, per il poliziotto di quartiere; per particolari esigenze info-investigative; stop agli accordi sulla reperibilità ». «Inoltre noi sindacati abbiamo deciso, in rappresentanza del 100% dei poliziotti della provincia di Modena - conclude la nota - che non parteciperemo più, fino a data da destinarsi, ai lavori delle Commissioni paritetiche locali. Sappiamo bene che si tratta di una decisione grave, ma è assolutamente necessaria».
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