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FORMIGINE

Rubano in due chiese le corone delle Madonne

di Edda Ansaloni
Rubano in due chiese le corone delle Madonne

 I ladri in azione nel Conventino e nella parrocchiale. I diademi antichi decorati con lamine in lega d’argento. Nessun danneggiamento delle sculture

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FORMIGINE. Sconcerto nella cittadina per i furti delle corone dell'Immacolata Concezione e della Madonna del Carmine.

Negli ultimi giorni, i formiginesi hanno infatti avuto la sgradita sorpresa di vedere scomparire le corone dell'altorilievo della Immacolata Concezione, nella chiesa del Conventino, e della statua di Maria Regina del Carmelo, esposta come sempre alla venerazione dei fedeli nella Parrocchiale tutto il mese di luglio a cura della confraternita della Madonna del Carmine. Le due immagini sacre non sono state danneggiate, se si esclude il furto delle corone stesse: ciò porta ad escludere una volontà sacrilega. I malviventi che si sono impossessati dei diademi, realizzati con lamina di lega d' argento, però, oltre a compiere un gesto criminoso e sacrilego, hanno oltraggiato la storia di una intera comunità. «La corona dell'Immacolata, posta nella chiesa del Conventino, fa parte dell'omonima pala d'altare ad altorilievo, del XVIII secolo: una delle poche testimonianze della antica chiesa sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale- spiega lo storico locale Francesco Gherardi- Per ciò che concerne la statua della Madonna del Carmine, era addirittura in corso una ricerca, da parte della confraternita della Madonna del Carmine e della Associazione di storia locale “E. Zanni”, proprio sulle vicende legate alla sua incoronazione. La cerimonia avvenne il 29 ottobre 1865 per mano dell'allora arcivescovo-abate monsignor Cugini, a seguito della guarigione portentosa di una formiginese e di un suo sogno, nel quale la Vergine le chiedeva che fosse posto sul capo della venerata effige - presente sin dal XVII secolo nella chiesa parrocchiale - un diadema e prometteva che Formigine, per la devozione che il paese dimostrava verso di Lei, sarebbe stato risparmiato dal colera, di cui si temeva una recrudescenza, dopo la terribile epidemia di dieci anni prima. Questi eventi, nel clima di forte contrapposizione fra clericali ed anticlericali propria di quegli anni, scatenò una polemica giornalistica, in quell'autunno 1865, fra “Il Difensore” ( cattolico) e “Il Panaro” (anticlericale), accresciuta dall'arrivo di una offerta per la corona da destinarsi alla statua della Madonna del Carmine in Formigine da parte della duchessa Adelgonda di Baviera, moglie del duca Francesco V, in esilio in Austria dal 1859».

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