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Expo: il progetto piace «ma servono fatti»

Expo: il progetto piace «ma servono fatti»

Valutazioni positive da Confagricoltori e Cisl che invitano ad agire subito. Critico Pellacani

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Progetto Expo 2015: piacciono le parole del sindaco ma ora bisogna passare dalle parole ai fatti, tenendo conto dei tempi ormai molto stretti, secondo il giudizio di alcuni partecipanti all’incontro. Secondo Eugenia Bergamaschi, presidente provinciale di Confagricoltori, l’incontro, anche se positivo, è «un punto di partenza importante per preparare l’evento centrale del prossimo anno. Il sindaco ha presentato il progetto regionale per l’Expo, che abbiamo trovato molto interessante e ambizioso. Tutte le realtà presenti hanno convenuto che l’obiettivo sarà portare i visitatori dell’Expo nel nostro territorio, far scoprire le nostre eccellenze, accompagnandoli nei luoghi di produzione. Oltre a questo, sarà importante dilatare i benefici nel tempo, portando avanti progetti a lungo termine. Tra i vari interventi ho apprezzato particolarmente quello dello chef Massimo Bottura, che ha parlato della necessità di trasmettere l’emotività delle nostre eccellenze e ricominciare a sognare».

Commenta William Ballotta, segretario provinciale Cisl: «Condividiamo l’appello lanciato dal sindaco Muzzarelli affinché l’intero sistema Modena unisca le forze per elaborare un progetto di sviluppo che, cogliendo l’occasione di Expo, proietti il nostro territorio nel futuro».

Nel suo intervento nel corso dell’incontro Ballotta ha ribadito che serve quel “patto di comunità” che la Cisl chiede da due anni per individuare insieme le priorità e concertare le scelte da compiere. «Dobbiamo decidere cosa vogliamo essere domani e come diventarlo. Un ruolo chiave deve giocarlo la politica. Appoggiamo qualsiasi iniziativa che metta al primo posto il lavoro e, quindi, il sostegno all’industria manifatturiera, che può offrire opportunità di occupazione».

Critico il commento di Giuseppe Pellacani, capogruppo Udc e FdI: «Vedo alcune difficoltà oggettive che renderanno difficile la partita: primo, il cronico ritardo, soprattutto politico, con cui Modena si presenta anche a questo importante appuntamento; secondo l’illusione che la promozione delle nostre eccellenze possa avere successo se affidata agli stessi personaggi che in questi anni l’hanno condotta oggettivamente in modo fallimentare; terzo, la sfavorevole posizione logistica di Modena; quarto, il pessimo biglietto da visita dei caselli autostradali i cui lavori di miglioramento previsti da anni e già deliberati dal Consiglio comunale devono ancora iniziare; quinto, la localizzazione del pala tipico in via Virgilio che, se mai sarà pronto per l’occasione, è lontano da tutto e di certo non porterà i turisti (se ci saranno) a visitare anche il Centro storico, il Mef e quanto altro la città ha da offrire».

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