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Modena

Marusticani: ricordi di infanzia e di cucina

di Ugo Malagoli
Marusticani: ricordi di infanzia e di cucina

Nei ricordi di un bambino degli anni '60 ritornano spesso le gare di “tiro al marusticano”. Colpire con un sasso un marusticano mimetizzato tra le fronde non era impresa facile, e riuscirvi premiava...

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Nei ricordi di un bambino degli anni '60 ritornano spesso le gare di “tiro al marusticano”. Colpire con un sasso un marusticano mimetizzato tra le fronde non era impresa facile, e riuscirvi premiava due volte: la soddisfazione per la mira e la dolcezza del frutto, se maturo. Da sempre nelle cittaà padane parchi e giardini sono ornati da queste essenze, ma a onor del vero non ricordo piante piegate dall'abbondanza dei frutti come ora. È probabile che 20 o 30 anni fa si sia iniziato e diversificare gli innesti. Così con questa curiosità ho iniziato ad annotare tutti i frutti che la città offre. Tralasciando ovviamente i giardini privati ove ognuno pianta a fantasia per ornamento o consumi personali, ma includendo i condominiali, come il mio. Molte piante, superstiti dall'urbanizzazione di campagne abbandonate, hanno sorpreso anche me. Infatti non è raro trovare fichi, mele campanine, pere, amarene, ciliege selvatiche, cachi, albicocche e perfino qualche tralcio d'uva... Purtroppo questo ben di dio il più delle volte è lasciato marcire sulle piante o al massimo si consuma finché la mano ci arriva. Il mio consiglio e nei limiti del buon senso di raccogliere il più possibile i frutti. Se sono in zone non potenzialmente inquinate risultano “biologici”. Raccolgo sempre i marusticani dai quali ottengo ottimi sciroppi, e marmellate o a crudo un po' acerbi ad intrigare le insalate.

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