Sì alle Primarie e Richetti si candida
Si punta a una consultazione di coalizione, il deputato rompe gli indugi e c’è già chi lancia il comitato «Matteo Presidente»
Elezioni Regionali. Il Pd ci andrà scegliendo il suo candidato governatore con la formula delle primarie, possibilmente di coalizione (da farsi entro metà settembre) per consolidare quella formula di governo che - disavventura Terremerse a parte - ha funzionato in questi anni. È questo l’input uscito ieri mattina dalla direzione regionale del Pd guidata dal segretario uscente (a proposito ovviamente il congresso è rinviato) Stefano Bonaccini. È stato lo stesso segretario regionale Stefano Bonaccini a proporre di istituire una commissione che avrà il compito di mettersi al lavoro per preparare le primarie. Sempre che il centrosinistra non dovesse trovare un candidato unitario che le renda superflue, ipotesi non ancora tramontata del tutto. La data? Potrebbero svolgersi il 14 settembre.
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I REQUISITI. Ma chi potrà correre a governatore? In linea di massima tutti coloro che lo vorranno a patto che rispondano a due requisiti: il 35% delle firme dei componenti dell'assemblea del Pd (220 il totale, quindi circa 75), oppure la raccolta del 20% delle firme degli iscritti regionali. «Non impediremo a nessuno di potersi candidare, non lasceremo il campo all'anarchia, quindi servono delle regole»: così spiega il segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini. «Negli interventi - ha aggiunto Bonaccini - tutti hanno detto primarie di coalizione». Quindi la corsa è aperta, ma - come si diceva - c’è chi ancora non esclude che, in caso di una candidatura forte, autorevole, condivisa, il passaggio diventi superfluo. Cosa ora difficile, almeno così ieri dicevano gli osservatori».
PROGETTI NON NOMI. E c’è chi prima dei nomi chiede concretezza. È il caso di Gian Carlo Muzzarelli, ex-uomo forte della Giunta Errani, che chiede concretezza ai possibili successori del “suo” presidente. Prima ancora di candidature vuole capire «quale sarà il progetto che il nuovo candidato intenderà perseguire». Come a dire non bastano patenti di renziano, o carte di identità recenti... Ci vogliono i contenuti. E chi si candida a mettere i contenuti è Matteo Richetti che ieri è diventato il personaggio del giorno grazie a quella che a tutti è parsa una vera e propria discesa in campo.
«IO CI STO». Velata in direzione laddove ha parlato di disponibilità a dare il proprio contributo in questa fase per la vita e il futuro della Regione, più esplicito all’uscita quando alla stampa che apertamente gli chiedeva di confermare una sua disponibilità ha risposto «Non sono abituato a rispondere ad ambizioni personali - ha detto Richetti al termine della direzione Pd - nel momento in cui me lo chiedesse un pezzo del partito, di amministratori e di persone che in questi anni hanno lavorato con me, è un'opzione che sono pronto a valutare».
E subito a Bologna e provincia sono nati i primi comitati elettorali per «Richetti presidente» in vista delle primarie di fine estate. A dare l'annuncio è il consigliere comunale Benedetto Zacchiroli, che ha già sondato il terreno e, con l'agenzia dire, parla della nascita del comitato provinciale a Bologna e di altri 16 comitati in altrettanti comuni dell'hinterland. Lunedì sarà data l'ufficialità e «dirò tutti i 20 nomi».
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Stanno già partendo le adesioni - si limita ad aggiungere Zacchiroli - ci sono amministratori, consiglieri comunali, tanti semplici cittadini, giovani imprenditori e sindacato».
IL RIVALE... E Bonaccini? Correrà? Non correrà? Ieri è parso tentennare, frenare. «Richetti è disponibile, come altri - ha commentato - Io non mi sono mai tirato indietro in passato rispetto a richieste che sono state fatte, ma mettendole in dislocazione rispetto a dove si può essere utili. In alcuni siamo anche classe dirigente nazionale (Bonaccini è responsabile enti locali nel Pd nazionale e potrebbe avere un ruolo anche di maggior peso nel prossimo rimpasto della segreteria di Matteo Renzi, ndr) e dobbiamo valutare insieme anche tra di noi le condizioni rispetto ai ruoli che ognuno di noi può occupare». A questo va aggiunto che proprio ieri c’era chi assicurava che mai e poi mai il segretario regionale si metterà in campo in un “derby fratricida” con Richetti. Senza dimenticare i possibili outsider: il sindaco di Imola Daniele Manca, l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera. E ancora non vanno dimenticate le ipotesi di “nominati” da Renzi i ministri emiliani Poletti o Franceschini.
«FUORI IL MEGLIO». «Le primarie facciamole e usiamole per tirare fuori il meglio e non il peggio di noi, non per frenare ma per liberare il cambiamento. Diciamo che serve un progetto nuovo, davvero nuovo ed innovativo, per il futuro». Così l’ex segretario provinciale Pd Paolo Negro ha commentato su Facebook l’attuale passaggio per il partito probabilmente incarnando quello che è il comune sentire degli iscritti.
I CANDIDATI MODENESI. Negro, secondo alcuni, potrebbe essere uno dei possibili candidati del Pd al consiglio regionale. Un obiettivo la candidatura che nelle prossime settimane vedrà particolarmente attive tutte le anime del partito. Qui infatti non ci saranno primarie, sarà il partito a stilare la rosa di 6 (o 7 se sarà abolito il listino del presidente) candidati. Quanto ai candidabili oltre a Paolo Negro si fanno i nomi di Enrico Campedelli, Francesca Maletti, Paolo Trande, Luciano Vecchi (ma c’è chi auspica/spera resti assessore a tempo pieno per seguire le fasi del post terremoto, salvo poi essere riconfermato assessore), e gli uscenti Palma Costi, Luciana Serri. Tra i possibili contendenti Antonino Marino, Francesco Lamandini, Roberto Adani, Lucia Bursi, Egidio Pagani, Luca Sabattini e altri si aggiungeranno .
Andrea Marini
@andmarini
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