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Su Facebook tante tracce del suo disagio

Su Facebook tante tracce del suo disagio

L’omicida nel profilo sul social network esprime forte malessere: troppo il menefreghismo degli altri

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«Desidero la libertà degli esseri viventi, ma chi sbaglia deve pagare! E sempre in modo proporzionato a quello che ha fatto. Io non sono per porgere l'altra guancia. Anzi amo la legge del taglione, occhi per occhio». Questa frase campeggia tra le informazioni del profilo facebook di Carlo Ghidoni, insieme a tante altre dalle quali traspare uno stato d’animo profondamente turbato da un malcelato senso di rivalsa verso il prossimo. Ghidoni si descrive «ateo con un pizzico di eterico. Il mio motto è vivi e lascia vivere! Basta che non mi pestino i piedi». E, ancora, scorrendo la sua pagina facebook, soprattutto nelle ultime settimane emergono tratti che denotano grande frustrazione e delusione per il comportamento degli altri, definiti “menefreghisti” da Ghidoni.

«Le persone sono strane. Prima ti porgono la mano e poi pretendono tutto il braccio! Ma perché invece di stressare gli altri prima non fate un esame di coscienza e vi chiedete, perché devo rompere e fare del male agli altri? – si interroga ancora Ghidoni sulla sua bacheca - Non è facile andare avanti con tanto menefreghismo da parte di tutti. Ognuno cerca di fregare il prossimo. Ma la peggior cosa è quando ti fanno cadere tutte le speranze e chi credevi che ti amava ti tratta con superficialità. L'egoismo delle persone non ha limiti. E veramente a volte è un peccato farti in quattro per gli altri». E dai pensieri del 51enne traspare inequivocabile rammarico per avere lasciato la ragazza con cui ha convissuto per un lungo periodo.

«Ho commesso tanti sbagli nella mia vita - scrive ancora Ghidoni - Ma il più grosso è stato quello di credere di lasciare una ragazza stupenda dopo 11 anni, credendo di risolvere i miei problemi. Per poi andare con una donna praticamente stupenda esteriormente». Il post continua con insulti all’indirizzo di quest’ultima donna, definita «talmente superficiale che crede che il mondo giri attorno a lei. Io sono caduto nel tranello, come un fesso».

Affermazioni che fanno emergere una grande insoddisfazione e che ora sono a disposizione degli inquirenti per ricostruire il quadro delle indagini e delineare un quadro psicologico di Carlo Ghidoni. Uno stato d’animo prolungato e stratificato nel tempo che, probabilmente, l’ha trascinato alla follia di ieri mattina.

Serena Arbizzi

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