Un grande che ha imparato “in bottega”
Carlo Bonacini, editore, patron di Artestampa, ha parole di ammirazione per la figura professionale ed imprenditoriale di Gian Paolo Artioli. «Non si può che parlare con ammirazione di Gian Paolo...
Carlo Bonacini, editore, patron di Artestampa, ha parole di ammirazione per la figura professionale ed imprenditoriale di Gian Paolo Artioli. «Non si può che parlare con ammirazione di Gian Paolo Artioli, un modenese che ha avuto la capacità e il coraggio imprenditoriale di cavalcare appieno l’onda della grafica e delle stampe in senso ampio, dalla più semplice a quelle artistiche, nel momento più giusto, più opportuno, quello a cavallo degli anni Settanta e Settanta, quello del rilancio economico del nostro Paese. Seppe traghettare la sua attività, dapprima artigianale e circoscritta, sino a consentirle di raggiungere livelli nazionali e oltre, livelli molto alti per qualità e ricercatezza». «E la nostra città indubbiamente gli deve molto - prosegue Carlo Bonacini di Artestampa- Per noi imprenditori più piccoli del settore è sempre stato un riferimento, un esempio imprenditoriale. È stato bravissimo nel legarsi anche al mondo delle banche ed era davvero vasta la gamma di prodotti che sfornava, dal libretto degli assegni alla strenna natalizia, all’incredibile libro d’arte». Va sottolineato come Gian Paolo Artioli - conclude Bonacini - sia un classico esempio di imprenditore modenese, cioè di quelli che hanno imparato sul campo il mestiere per poi, una volta imparata l’arte, svilupparla con ingegno. E infatti lui per qualche anno è stato un ragazzo di bottega, venne proprio da noi, in Artestampa, dal mitico Mazzieri, il maestro della litografia, della grafica. Mazzieri aveva questi apprendisti, tra cui proprio Artioli, a cui insegnava l’arte delle incisioni, i segreti della stampa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
