Un progetto di filiera che profuma di lavanda
ZOCCA. Un patto d'area per la valorizzazione e per lo sviluppo locale dei territori collinari e montani di Modena e Bologna compresi tra le valli del Panaro e del Samoggia. Al centro della proposta...
ZOCCA. Un patto d'area per la valorizzazione e per lo sviluppo locale dei territori collinari e montani di Modena e Bologna compresi tra le valli del Panaro e del Samoggia. Al centro della proposta la coltivazione, la trasformazione e la commercializzazione della lavanda e più in generale delle piante officinali di questi territori con la creazione di un progetto di filiera. È questo ciò che emerso dal convegno “L'economia della montagna e lo sviluppo delle erbe officinali” organizzato dal Comune e dall'Istituto per l'Agricoltura “Spallanzani” con il patrocinio della Regione, della Provincia e dell'Unione Terre di Castelli, all'interno della quinta edizione della “Festa della Lavanda” di Montombraro. Il convegno, al termine del quale si è tenuta anche l'inaugurazione del nuovo distillatore presso l'azienda “il Campazzo” dell'istituto Spallanzani di Montombraro, si è svolto nell'area della scuola e ha visto la presenza di numerosi relatori fra cui il presidente della Provincia Emilio Sabatini, l'assessore Provinciale all'Agricoltura Luca Gozzoli e l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni, oltre al Gal - Antico Frignano Appennino Reggiano e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola. La proposta, che potrà essere formalizzata a breve dai vari Comuni interessati, prevede un accordo tra gli enti Unione Terre di Castelli e Unione Valle del Samoggia per la valorizzazione di questa pianta officinale. Tra le possibili azioni future la creazione di un consorzio o di un comprensorio o di una cooperativa di produttori collegato ad un marchio di identificazione e tutela del prodotto. «Quello che stiamo proponendo - dice il sindaco Pietro Balugani - è ambizioso e prevede un notevole impegno da parte di tutto il territorio. Ora, però, è venuto il momento di fare un ulteriore passo avanti e il progetto di filiera potrebbe essere davvero la soluzione giusta, visto che sta per partire il nuovo Piano di Sviluppo Rurale (finanziamenti europei 2014/2021) e con i finanziamenti che prevede si potranno creare le condizioni per attuarlo». La proposta consiste nell'introdurre la coltivazione di lavanda sia su terreni di aziende marginali sia di quelle più importanti creando possibilità di integrazione del reddito o di nuovo reddito, occupandosi di tutta la filiera dalla piantumazione, alla produzione dell'olio essenziale fino alla sua trasformazione per usi cosmetici o farmaceutici e quindi alla loro vendita. «Le sue potenzialità - aggiunge Balugani - sono tali da incidere sensibilmente sui possibili cambiamenti ambientali del nostro territorio migliorandone anche sensibilmente le prospettive economiche, aprendo possibilità occupazionali per i giovani e dando loro la possibilità di rimanere qui da noi». L'assessore Regionale Rabboni nelle conclusioni del convegno ha riconosciuto che il «progetto è positivo e condivisibile e ha tutte le caratteristiche necessarie per rientrare nelle misure finanziabili attraverso il Psr».
Andrea Ghiaroni
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