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L’amica della chat: «Mi ero insospettita»

L’amica della chat: «Mi ero insospettita»

«Ha lasciato un messaggio, ci conoscevamo virtualmente, a settembre doveva raggiungermi»

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«Volevo sentire la tua voce, qualsiasi cosa accada ricordati solo una cosa: ti vorrò bene per sempre. Domenica, alla mattina presto, prima che succedesse quel fatto orribile, Carlo mi ha mandato questo messaggio tramite Imvu, la videochat con cui ci siamo conosciuti e al termine ha messo la firma con il nome del suo avatar, ovvero “per te tutto”». Si conoscevano da circa un mese Carlo Ghidoni e M. P., casalinga, 40 anni, di Catania, madre single di due adolescenti, menzionata insieme alla figlia 13enne nella lettera testamento lasciata dall’omicida.

«Ci siamo incontrati su questa chat, Imvu e a settembre Carlo avrebbe dovuto venire qui in Sicilia per trasformare in reale questa “amicizia” virtuale - prosegue - Carlo mi aveva parlato di quell’incontro domenica mattina: diceva che sperava che andasse tutto bene con quel medico che doveva incontrare. Dopo questa frase mi sono un po’ insospettita: gli ho chiesto perché. E lui ha risposto: “se succede qualcosa, ricordati comunque che ti vorrò sempre bene. Con Carlo sono entrata in contatto dopo che mia figlia mi ha convinto a provare questa chat. Lui era solito dire con i nostri amici della rete che lavorava e non gli davano i soldi, ma l’argomento economico non era molto ricorrente nei nostri discorsi. E chi l’avrebbe mai detto che sarebbe accaduta una cosa del genere: lui, dalla chat, sembrava una persona brava, che aiutava il prossimo. Per questo a settembre avremmo dovuto incontrarci. E voleva molto bene a mia figlia, che ha problemi di salute. Durante le nostre conversazioni mi ha parlato di una relazione con una donna con cui lui era stato per diverso tempo».

Intanto sul profilo facebook dell’elettricista è comparso il ricordo di una donna che ha frequentato Ghidoni per circa un anno e che lascia un post di commiato.

«Per come ti conoscevo io, questo gesto... non me lo sarei aspettato da te... Ti ricordo sempre con il sorriso, con la tua risata di sempre, cercavi sempre il buono di tutti, anche di chi non lo meritava, forse non lo meritavo nemmeno io, ma un anno mi hai dato molto, per scelte che non ripeto qui, ti ho lasciato, e ci siamo un po' persi anche come amici... Ti ricorderò sempre con il sorriso, e con la tua risata profonda...».

Serena Arbizzi

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