Pinotti: «Nessuno dimentichi Cibeno»
Il ministro della Difesa: «Vogliamo aprire gli armadi della vergogna nei palazzi dello Stato». Nasce un tavolo della Memoria
«Bisogna che i giovani si mettano in mezzo, che si battano contro le ingiustizie, così come hanno fatto persone che, in passato, hanno scelto di essere eroi. Persone che non sono state uccise per la religione o la razza, ma perché hanno scelto deliberatamente di ribellarsi contro le ingiustizie. Noi, da parte nostra, verremo incontro alle famiglie che stanno cercando di ricostruire la storia dei loro parenti uccisi dalle stragi, i cui documenti si ritrovano nelle ante chiuse degli armadi della vergogna nei palazzi dello Stato. Non possiamo rimanere indifferenti alla fatica della ricerca intrapresa da queste persone». Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha esordito ieri mattina al Poligono di tiro, durante il settantesimo anniversario dell’eccidio dei 67 prigionieri prelevati dal campo di Fossoli e fucilati dai nazisti il 12 luglio 1944. Era la prima volta che un ministro rendeva omaggio ai caduti di questa strage, ricordata da una grande lapide che riporta le circostanze legate all’eccidio, mentre una seconda lapide delimita la fossa comune nella quale furono sepolti gli uccisi e riporta l’elenco delle 27 vittime provenienti da 27 province italiane. Molti discendenti di queste vittime erano presenti ieri mattina, arrivati in particolare dalla Lombardia. Hanno partecipato anche molte istituzioni, tra i quali il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, la presidente dell’assemblea legislativa Palma Costi, senatori e deputati, tra cui Manuela Ghizzoni, il primo cittadino Alberto Bellelli e l’assessore Daniela Depietri. «Ho voluto che ci fosse anche mia figlia qui oggi ad ascoltare questa storia» ha proseguito il ministro Pinotti, che ha citato anche “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino per evidenziare come si possa diventare eroi ribellandosi alle ingiustizie. La direttrice dell’ex Campo Marzia Luppi ha letto un telegramma del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano che ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla commemorazione. Il sindaco Bellelli ha poi consegnato un attestato a Carla Bianchi Iacono, figlia di una delle 67 vittime, la cui testimonianza è stata molto toccante: «È la terza volta che parlo a Cibeno e la presenza del ministro riempie la Memoria di significato, anche se l’attesa è stata lunga». «Abbiamo la volontà precisa di ricordare quanto accaduto tramite un tavolo della Memoria e un percorso articolato che ricomprenda, oltre a Carpi, Villa Emma e Montefiorino, tra gli altri luoghi” ha affermato il primo cittadino. Il ministro Pinotti, in tarda mattinata, si è poi recata a rendere omaggio ad un altro luogo della Memoria: l’ex campo di Fossoli e, incalzata sui tanto discussi F35, si è limitata ad un laconico: “su quello ci sono documenti parlamentari…».
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