«Dall’Anti-riciclaggio dati inquietanti sulla nostra regione»
«L’Emilia Romagna si attesta ai primi posti in Italia per bonifici in entrata e uscita dai Paesi paradisi fiscali»
L'Emilia Romagna è la quarta regione - dopo Lombardia, Lazio e Campania - che si caratterizza con l'invio di 4.947 segnalazioni sospette in materia di anti-riciclaggio.
A porre l'accento sul dato, che emerge dal Rapporto speciale dell'Uilf-Unità di investigazione finanziaria di Banca d'Italia, è Franco Zavatti, della Cgil di Modena e coordinatore legalità e sicurezza della Cgil regionale, evidenziando come la dimensione del fenomeno legato alle operazioni finanziarie di sospetto riciclaggio di contante o di capitali, non debba essere sottovalutata oppure essere solamente oggetto di convegni.
«L'oggetto scottante delle 96 pagine del rapporto – dice Zavatti – non “appartiene” alla Banca d'Italia, bensì ai singoli territori ed alle loro istituzioni locali, alle organizzazioni sociali e sindacali, e sopratutto alle imprese ed al mondo delle professioni».
Se nel corso dell'intero 2013 – rivela Bankitalia – sono state raccolte 64.605 segnalazioni di sospette operazioni di riciclaggio, per un'entità record di ben 84 miliardi di euro, nel primo semestre del corrente 2014 si registra un picco di incremento del 23 per cento. Oltre il 50 per cento delle segnalazioni trasmesse è stato ritenuto meritevole di accertamenti investigativi. Delle verifiche avviate, circa la metà si conclude con riferimenti in sede processuale. Si conferma, sia a livello nazionale che nel nostro territorio regionale, il grosso limite che vede la prevalente attività di segnalazione provenire dagli sportelli bancari e postali, ed una troppo inadeguata partecipazione e collaborazione - seppur obbligata per legge - dei professionisti ed operatori non finanziari. Concentrando l'attenzione sui dati emiliano romagnoli, emerge come delle quasi 5mila segnalazioni sospette solo poco più di una esigua decina proviene da avvocati, revisori contabili, consulenti e commercialisti della nostra regione.
«Ci sono alcune criticità e anomalie – prosegue Zavatti – che caratterizzano le recenti tendenze e che più preoccupano. Oltre il 30 per cento degli scambi sospetti, avvengono con uso di denaro contante. Cresce la quota di segnalazioni riguardanti “bonifici esteri” e di trasferimento tramite "money transfer", anche se per questi ultimi cresce la tendenza a portare la loro sede all'estero. Salgono le “operazioni contabili finalizzate ad occultare operazioni di investimento finanziario incoerenti col profilo economico del cliente, fatture relative ad erogazione di servizi non resi, emissione di fatture verso controparti inesistenti. Nel culmine della crisi ed il blocco del credito, crescono ancor più i segnali di usura ai danni di piccoli imprenditori. Ma il punto che più colpisce nella parte centrale del rapporto, è il “nuovo” capitolo dedicato all'indagine sui flussi di scambio finanziario con i Paesi a “fiscalità privilegiata o non cooperante”. Cioè i cosiddetti paradisi fiscali».
È qui che emerge la specificità sospetta nelle tendenze della economia emiliano-romagnola. I flussi finanziari con “bonifici verso paesi o da paesi” a fiscalità sospetta, portano verosimilmente ad operazioni illegali che, il linguaggio della Banca d'Italia, così riassume “tale opacità rende un Paese attraente sia per l'evasione fiscale, sia per i flussi connessi al riciclaggio”.
«La nostra regione – fa presente Zavatti – è al 4° posto fra le regioni italiane, con 4.105 “bonifici in uscita” verso Paesi paradisi fiscali e - dato sorprendente - con ben 8.449 “bonifici in entrata” dagli stessi paradisi, siamo addirittura la seconda regione dopo Lombardia. Con un “in” doppio rispetto all'“out”».
Da qui la richiesta da parte del sindacato di istituire con urgenza «una sede istituzionale - regionale e territoriali - aperta alle rappresentanze sociali ed economiche – conclude Zavatti – che affronti i principali nodi dell'economia illegale ben presenti e che ostacolano seriamente una credibile ripresa nell'equità e giustizia sociale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
