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Grandine, il pianto dei coltivatori

Grandine, il pianto dei coltivatori

Pavullo. Foraggio e frumento hanno avuto gravi danni. L’azienda “Cintori” di Benedello ha perso tutto

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PAVULLO. Il beltempo sembra proprio non voler arrivare, le temperature sotto la media e i continui acquazzoni penalizzano i paesi del nostro Appennino, ma soprattutto si contano i danni provocati dai temporali dei giorni scorsi.

La potente grandinata che alcuni giorni fa ha colpito il territorio di Pavullo ha infatti procurato diversi danni a culture e raccolti del territorio.

Chicchi di grandine grandi come palline da ping pong sono cadute a raffica e in pochi minuti hanno cambiato il paesaggio circostante, trasformando i campi verdi e le vie dei paesi in un paesaggio imbiancato, che ricordava in tutto e per tutto le ambientazioni dei mesi invernali.

La grandinata ha colpito la zona della valle del Parano, Zocca e principalmente Benedello. Ed ora è tempo di bilanci. Stando ai sopralluoghi effettuati da produttori e periti i danni maggiori sono per i raccolti di frutta e per i campi adibiti ad all’allevamento.

Secondo i dati della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) di Modena è andato completamente distrutto il secondo taglio di erba medica (durante l’anno c’è ne sono tre), perso anche il raccolto di orzo e grano ( già mietuto da giorni nella Bassa), ma che nelle zone collinari a causa delle più basse temperature era giunto a maturazione più tardi e quindi sarebbe stato pronto in questo periodo per la raccolta. Niente da fare nemmeno per gli ultimi duroni delle zone più basse, ma per quanto riguarda la frutta i danni maggiori li ha avuti l’azienda “Cintori” di Benedello, dove i chicchi di ghiaccio non hanno lasciato scampo a mele e ciliegie. Il dato indicativo, che fa capire la potenza distruttiva della grandinata, è il fatto che dove il temporale ha colpito non ha lasciato scampo a nulla, causando il 100% dei danni. Si spera dunque che il beltempo faccia il suo decisivo, e definitivo, ingresso in scena, mettendo fine così ad una delle prime parti d’estate più fredde e piovose degli ultimi anni.

Matteo Florini

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