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«Non ci credo, la realtà è diversa»

«Non ci credo, la realtà è diversa»

Tollari (Uil) critico e molto pessimista. Scacchetti (Cgil) e Ballotta (Cisl) perplessi

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Stiamo meglio di altri? Non è vero, secondo il segretario generale della Uil Modena e Reggio Luigi Tollari: «I numeri di quella ricerca? Guardi, sinceramente io non ci credo e noi che agiamo ogni giorno sul territorio abbiamo ben altri dati. Ma come è possibile dirlo? Nel Modenese abbiamo una disoccupazione giovanile al 23% e quella generale in pochi anni è passata dal 3% al 10% di oggi. Abbiamo una cassa integrazione elevata e tanti problemi, ultimo dei quali l'alluvione che ha creato non pochi danni. Le tasse locali aumentano, pensi solo alla Tasi oppure a quella del pattume che in poco tempo è triplicata. Siamo davanti a un impoverimento che non ha precedenti qui, per cui non condivido i dati di quella ricerca che non mi pare fotografi la realtà. Cosa dire del fatto che le banche non aiutano le piccole medie imprese e del fatto che con la scadenza della cassa integrazione aumenteranno i disoccupati?».

Tanti anche i problemi evidenziati da Tania Scacchetti, segretario generale Cgil Modena: «Occorre studiare attentamente gli indicatori e forse in Emilia Romagna abbiamo reagito meglio alla crisi grazie a vicende come il patto sulla crisi regionale e il patto della crescita che hanno permesso di governare meglio questi anni bui tenendo il più possibile le persone legate al posto di lavoro. Occorre anche dire che come patrimonializzazione e crescita nel tempo siamo stati tradizionalmente un territorio forte, con le famiglie che aiutano e quindi sono un indispensabile ammortizzatore sociale. Ma la situazione è critica perché non c'è alcuna ripresa occupazionale: secondo il nostro osservatorio in provincia dal 2006 a oggi si sono persi ben 23mila posti di lavoro. Occorrono interventi forti e il tavolo per la crescita evocato dal sindaco Muzzarelli deve mettere al centro il lavoro, gli interventi pubblici e privati e la ristrutturazione aziendale. Per fortuna tiene bene il welfare che deve essere fattore di sviluppo».

William Ballotta, segretario provinciale della Cisl: «Vanno bene le classifiche, ma secondo i nostri anziani la situazione oggi a Modena è come quella post bellica e secondo me non si parla più di crisi, ma purtroppo di nuova realtà con la quale fare i conti. Il problema principale è un mix tra la disoccupazione complessiva e quella giovanile, con questa che mi spaventa di più perché riguarda il futuro. Teniamo presente che qui numerose aziende chiudono e altre si spostano e il welfare famigliare presto finirà. Occorre ripartire dal manifatturiero e occorre mettere in circolo risorse, se ancora ci sono. Noi diciamo da tempo che occorre costruire un patto territoriale, come dice il sindaco, scegliere un paio di obiettivi e perseguirli».(s.l.)

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