Oltre mille firme per salvare il tempo pieno
San Prospero. Tutto il paese si mobilita per l’asilo e le elementari: «Vogliono toglierci due classi»
SAN PROSPERO. La necessità di garantire la frequenza a tempo pieno nelle scuole. È stato questo il motivo della mobilitazione del comitato genitori di San Prospero che, supportato anche dalla dirigente scolastica Raffaela Pellacani e dall’amministrazione, è riuscito a mobilitare tutto il paese attivando una raccolta firme.
«Volevamo fare qualcosa per questo disagio - dice Antonio Capasso, presidente del comitato genitori - e questa ci è sembrata l'unica strada». Un percorso che ha portato ad oggi a raccogliere oltre 1000 firme, parecchie in un paese di 6mila abitanti.
Per ora il rischio riguarda sia la materna dove, delle quattro sezioni attualmente presenti, una passerebbe a tempo “normale” e un’altra che riguarda le classi di prima elementare, attualmente tre di cui una passerebbe al tempo normale. «È un grosso problema - continua Capasso - sia per i genitori ma soprattutto per i bambini che così facendo non potrebbero accedere ad una maggiore istruzione e si dovrebbero fermare a 27 ore scolastiche anziché 40».
Fino ad oggi il tempo pieno era stato reso possibile, per la scuola materna, anche grazie ad un insegnante in più in assunzione temporanea dopo il terremoto, che però è giunto a termine quest'anno.
Adesso i cittadini sono più coesi che mai e pronti a perorare la causa, con l'obiettivo di arrivare in Regione, dove consegnare le firme e ad un documento già pronto per essere consegnato al provveditore, Silvia Menabue. «È una battaglia che non vogliamo assolutamente perdere - aggiunge Capasso - e siamo consapevoli che la scuola non può diventare una “babysitter” ma d’altra parte se deve garantire un servizio, lo si deve fare per tutti».
Un altro problema che sorgerebbe dalla divisione è l’omogeneizzazione degli alunni, in particolare per le classi prime che si troverebbero ad avere una classe con solo tre bambine ed un altra con più bambini stranieri. «Essendoci la priorità di tempo pieno per le famiglie che hanno tutti e due i genitori lavoratori, si andrebbero a creare classi disomogenee e non equilibrate. Quindi speriamo che la nostra causa venga accolta in Regione per poter creare una scuola equa e disponibile per tutti».
Anche il sindaco Borghi appoggia la mobilitazione ed anzi, spera che la Regione valuti con attenzione e tenga conto delle tante firme raccolte. «È un problema molto sentito - aggiunge Borghi - e come amministrazione appoggeremo la causa sperando di riuscire ad avere il tempo pieno per tutte le classi». È ancora possibile firmare e appoggiare la mobilitazione recandosi presso gli esercizi commerciali del paese.
Serena Fregni
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