Prendono a calci i banditi ed evitano di farsi truffare
San Felice. Un’anziana coppia riesce a mettere in fuga i due finti addetti Aimag «Con la scusa del mercurio nelle tubature dell’acqua ci avevano quasi raggirato»
SAN FELICE. Costretti ad una colluttazione con due falsi controllori di Aimag, che si erano introdotti nella loro casa tentando l’ennesima truffa. È accaduto a due anziani coniugi, costretti a calci e spintoni per liberarsi di due energumeni con accento campano che gli erano piombati in casa, di pomeriggio.
Stavolta a contaminare - si fa per dire - l’acqua dei rubinetti doveva essere stato il mercurio. Ovviamente una panzana, la prima di una lunga serie per far scoprire dove i due anziani tenessero i loro risparmi, e soffiarglieli. «Ha suonato il campanello un signore che aveva una specie di tesserino - ha spiegato la moglie, 74 anni - aveva un attrezzo, una specie di bastone in mano. Mi ha detto che dovevano controllare l’acqua. Appena è entrato, perché il contatore lo teniamo all’ingresso, mi ha detto se sapevo che c’era stato il terremoto, e che potevano esserci dei problemi all’impianto. Ha cominciato a battere sul tubo e poi sui muri, mi ha chiesto di mostrare tutto l’impianto, nel frattempo è apparso anche un altro uomo».
La sceneggiata si è protratta a lungo: «Mi hanno confuso di parole, era come se non riuscissi a rendermi conto», ha aggiunto la donna. Uno dei due si è infilato al piano superiore, la donna ha provato a dirgli che c’era anche il marito, ma quello non si è arreso. È entrato nella stanza dove il 78enne stava riposando e l’ha svegliato, sempre con la storia dei tubi da controllare.
Nel frattempo al pianterreno andava in scena la mossa numero due: «Signora, nei tubi ci potrebbe essere del mercurio, adesso arriverà una squadra per ulteriori controlli, ma le consiglio di prendere subito i suoi valori...».
La donna sulle prime ci è cascata, è andata in cantina, dove teneva qualche centinaio di euro in un barattolo e l’ha preso con sè. Il truffatore a quel punto prima l’ha convinta a mettere il barattolo nella stufa perché sarebbe stato protetto dai magnetismi, poi ha tentato di convincerla a far scendere il marito, salendo di sopra. La donna però ha inteso stare vicina ai suoi soldi, mentre al piano di sopra l’anziano ha iniziato a insospettirsi. La coppia ha così chiesto ai due di uscire, ha detto che avrebbe chiamato i carabinieri. «Abbiamo dovuto insistere. Uno è uscito, mentre in un’auto bianca di grossa cilindrata c’era il loro complice. L’altro invece ha iniziato a dire che era assurdo che se non ci fidavamo lui poteva rassicurare, non voleva andarsene....».
La coppia lo ha spintonato verso l’esterno. «Voleva uscire dalla cantina - ha spiegato la 74enne - probabilmente per arraffare il barattolo. Abbiamo provato ad impedirglielo. Si è attaccato alla porta, gli abbiamo dato dei calci. Quando finalmente siamo riusciti a chiuderla gli abbiamo anche schiacciato le mani che teneva in mezzo per non farci chiudere. Ha urlato dal male e ha mollato, finalmente. Ma è andata bene, qui due ci avrebbero potuto fare del male”. Ora gli anziani, che vivono in via Galeazza, sono preoccupati che i truffatori possano tornare: «Ho anche provato a chiamare i carabinieri al telefono - ha spiegato il marito - ma non funzionava: avevano staccato la spina».
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