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Sorpresa da una classifica: qui la crisi “morde” meno

Sorpresa da una classifica: qui la crisi “morde” meno

Secondo una decina di indicatori, la nostra provincia sta reggendo più di altre Va male a Viterbo, Latina e Novara, solo Bolzano e Vicenza stanno meglio di noi

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Siamo, con Bolzano e Vicenza, la Montecarlo d’Italia e non lo sapevamo. Tanti modenesi, con la crisi che li morde alle calcagna da ormai sette anni, non saranno d’accordo, ma sono queste le cifre. Qui stiamo abbastanza bene, almeno meno peggio degli altri, secondo una indagine pubblicata dal Sole 24Ore sull'Italia in crisi, nata elaborando i dati di numerosi centri studi tra cui quelli di Banca d’Italia e Istat.

Dieci indicatori (redditi, prestiti depositi, disoccupazione, prezzi delle case, immatricolazioni di auto, laureati, beni durevoli, farmaci e rifiuti prodotti) e una classifica generale che vede la città della Ghirlandina e la sua provincia come quelle che meglio hanno “tenuto” in questi anni di crisi. Redditi e consumi calano ovunque, ma qui la situazione è migliore e di molto rispetto a città come Messina, Reggio Calabria e a sorpresa Novara, luoghi dove davvero non si vede la fine del tunnel.

Ma vediamo di capirne di più attraverso i singoli indicatori che permettono a Modena di arrivare sul podio delle città in cui si sta meglio. Anzitutto una premessa, nella classifica noi prendiamo un punteggio di 32,2: meno punti si hanno e meglio si sta. Vicenza, infatti, è la città meno oppressa dalla crisi con 28,9 punti, mentre la provincia dove si sta peggio, Viterbo, di punti ne prende 63,9.

Il particolare quasi incredibile è che Modena il suo punteggio lo mette insieme con “piccoli passi”, non essendo quasi mai tra le città meglio posizionate nei singoli indicatori. Non è tra le prime dieci per quanto riguarda il reddito pro capite (in testa c'è Milano), non c'è nemmeno nella categoria depositi bancari che registra dove il risparmio pro-capite è cresciuto di più e non c'è nemmeno nella “Top five” delle perfomance del mercato immobiliare. E Allora? Modena è ben classificata in ogni classifica e in più vince in due graduatorie molto importanti.

Siamo primi in solitaria per quanto riguarda i prestiti personali, ossia siamo tra quelli più propensi a indebitarsi: come dire, siamo fiduciosi... Guardando ai numeri: l'importo medio dei prestiti dal 2007 al 2013 in Italia è sceso del 7,4% a quota 12200 euro, Modena lo scorso anno aveva il valore più alto con 15401 euro (+ 23%). Siamo anche una provincia che consuma, perché qui i rifiuti pro capite crescono in fretta: se nel 2007 ogni modenese produceva mediamente 624,7 chilogrammi di rifiuti all'anno nel 2013 è passato a produrne 659,5 con un aumento del 5,6%.

Naturalmente, è inutile cantare vittoria perché abbiamo tanti problemi, come ogni parte d'Italia, ma reggiamo discretamente alla crisi e a guardare la classifica generale lo facciamo meglio delle altre province a noi vicine. Mantova, vicina ma in Lombardia, è pari a noi come punteggio (32,2) mentre gli altri capoluoghi emiliani fanno peggio. Reggio Emilia è tredicesima in Italia con un punteggio pari a 37,7 mentre sono più lontane le altre città: Bologna 41,5, Parma 43,6, Ferrara 55,8 e Piacenza 56,7. A Rimini addirittura la crisi è stata spietata visto che la provincia arriva a 58,2 appena un gradino sotto alla decina di città che stanno peggio.

Insomma il Paese va in retromarcia, e questa non è una novità, ma ha ancora qualche "enclave" che regge, una magra consolazione visto che la disoccupazione, la costruzione del reddito, i depositi bancari sono in decrescita qui come altrove. Siamo dunque abbastanza virtuosi, come Bolzano (che però è provincia autonoma), come Vicenza, come Prato. C'è infine un altro indicatore, in questo caso però non disaggregato, che gioca contro l'ottimismo: per la prima volta dopo anni di grossa crescita, calano le somme che gli italiani dedicano ai giochi.

Stefano Luppi

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