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REGIONALI 2014: il pd cerca il presidente

Bonaccini, è ritornato il... temporeggiatore

Il segretario regionale: «Non ho ancora deciso, ma nessun regolamento di conti tra noi»

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Stefano Bonaccini prende ancora tempo sulla sua candidatura a presidente della Regione Emilia-Romagna.

Ma assicura: «Non abbiamo bisogno di regolamenti di conti interni e non li faremo». Bonaccini arriva a metà mattina in assemblea legislativa, dopo la serata di ieri passata in Calabria nella direzione regionale del partito per discutere, anche lì, di primarie ed elezioni. E non scioglie le riserve. «In questi giorni ovviamente prenderò una decisione- rinvia tutto Bonaccini- ma io ho la responsabilità di guidare questo partito e non si può decidere con un'alzata di spalle o con l'emotività. Dobbiamo prepararci a una campagna elettorale inedita perché anticipata, bisogna fare le cose per bene. Il partito è compatto e legittimamente ci sono donne e uomini che si candidano alla successione di Vasco Errani». In più, ragiona il segretario regionale uscente, «Io sono anche responsabile enti locali nella segreteria di Matteo Renzi, ogni decisione che prendessi io avrebbe conseguenze sul Pd e quindi bisogna ponderare bene». Ovviamente, aggiunge Bonaccini, «I tempi saranno brevi». Ha parlato della questione col premier? «Con Renzi ci sentiamo continuamente, ma le cose che ci diciamo ce le teniamo ovviamente per noi- risponde Bonaccini - poi, in verità, in questo momento si sta occupando di questioncine che riguardano gli assetti europei e una riforma storica» delle istituzioni.

Ieri ha avviato le consultazioni con gli alleati (partendo dai cespugli di centro) per mettere in piedi la coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni. Bonaccini ha ricevuto una delegazione di Centro Democratico, guidata dal senatore Gianguido Folloni. «Bonaccini ci ha ribadito la volontà di fare le primarie di coalizione- riferisce folloni al termine dell'incontro- e noi siamo interessati a partecipare. Nella coalizione è pronta a fare il suo ingresso anche Scelta Civica. «Guardiamo con grande attenzione alla discussione in corso- afferma il deputato forlivese Bruno Molea in una nota- e riteniamo che le primarie di rappresentino uno strumento imprescindibile».

Dalla coalizione di centrosinistra si chiama fuori invece l'Udc.

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