Coltiva marijuana in casa, blitz e arresto della polizia
San Prospero. Gli agenti fanno irruzione in un’abitazione di San Pietro in Elda Scoperte 12 piante pronte per lo spaccio. In manette un 37enne con precedenti
SAN PROSPERO. Coltivava marijuana nella sala da pranzo della sua abitazione di San Pietro in Elda, dove la polizia è intervenuta con un blitz, arrestando il proprietario e sequestrando le 12 piante in fase di crescita. Da tempo il personale della squadra volante e del reparto anticrimine del commissariato di Mirandola tenevano sotto controllo Antonio Palmieri. Seguivano le sue mosse e avevano monitorato l’andirivieni dalla sua casa. C’era qualcosa che non andava e il fatto che il 37enne avesse già precedenti legati proprio agli stupefacenti ha messo in allarme gli agenti. Un’operazione durata almeno un paio di settimane, prima in incognito, osservando da lontano, senza la volontà di intervenire e permettendo a Palmieri di curare, senza grandi preoccupazioni, il proprio hobby illegale. Ma quando la situazione ha iniziato a farsi incandescente ecco che la polizia ha deciso di entrare in azione con decisione.
Lunedì mattina, infatti, gli operatori hanno suonato alla porta dell’abitazione di San Pietro, cogliendo di fatto il 37enne in flagranza di reato.
Nella sala da pranzo, infatti, sono apparse subito le 12 piante, coltivate in sei vasi. I fiori di alcune di loro erano ormai pronti per essere raccolti, essiccati e fumati, mentre altri arbusti erano in fase embrionale, alti non più di qualche centimetro a discapito di quelli più grandi, che avevano raggiunto gli 80 centimetri.
Ma nella perquisizione la polizia cercava qualcosa di più della coltivazione, che già di per sé avrebbe potuto portare all’arresto. Gli agenti puntavano ad indizi per incriminare Palmieri non solo per produzione, ma anche per spaccio di sostanze stupefacenti. E in effetti dai controlli nella casa sono stati trovati due strumenti che potranno confermare la tesi iniziale: c’era infatti un bilancino di precisione, necessario per pesare con minuzia le possibili dosi da immettere sul mercato, ma è stato rinvenuto anche un trita-marjiuana, arnese utile per sminuzzare il raccolto e poi imbustarlo per eventuali compratori.
Proprio alla luce di quanto trovato e a conclusione dell’indagine, la polizia ha potuto arrestare l’uomo, che ora è rinchiuso nel carcere di Sant’Anna, a Modena, dove dovrà attendere almeno l’udienza di convalida dell’arresto. Poi sarà la volta del processo in cui, com’è consuetudine, Palmieri cercherà di perorare la causa della coltivazione per uso personale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
