Dalla collina al Monte Belvedere all’ombra dei Sassi
“Andar per sentieri” alla scoperta del nostro Appennino. Da oggi una rubrica che vi terrà compagnia due-tre volte la settimana e vi consigliere per tutta l’estate i percorsi più belli tra boschi,...
“Andar per sentieri” alla scoperta del nostro Appennino. Da oggi una rubrica che vi terrà compagnia due-tre volte la settimana e vi consigliere per tutta l’estate i percorsi più belli tra boschi, borghi crinali della nostra montagna.
Le emozioni sono intense: osservare da vicino un animale in libertà, sentire il rumore di un torrente o godere del silenzio assoluto; assaporare i prodotti tipici dimenticati, il tutto in un ambiente salvaguardato. Il Percorso Belvedere, che è lungo 48 chilometri, si snoda tra le province di Modena e Bologna, lungo la dorsale appenninica che divide le valli del Panaro e del Reno. Il tracciato ha l'indubbio vantaggio di prestarsi sia all'escursionismo a piedi che a quello a cavallo o in mountain bike. È un itinerario, suddivisibile in tre tappe, prevalentemente collinare, che dopo aver attraversato un territorio particolarmente ricco di tesori sia naturali che artistici, raggiunge la quota massima e si conclude sul Monte Belvedere (1140 m.). Il sentiero inizia poco oltre Marano, in località Casona (174 m.). La prima tappa ha una lunghezza di 16 chilometri e un tempo di percorrenza di circa 5 ore ed ha un itinerario molto bello, che attraversa i territori di Marano, Guiglia e Zocca e l'intero Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina fino ad arrivare al rifugio del Monte della Riva tra le frazioni Missano e Montalbano di Zocca. Gli 808 metri di dislivello conclusivi di questa prima tappa lo rendono senz'altro impegnativo, ma la fatica è ripagata degli ambienti naturali incontaminati attraversati. Il percorso, che cuce insieme strade bianche, sentieri e pezzi di asfalto, offre varietà di paesaggio, di emergenze naturalistiche, di opere dell'uomo. Alla Strada Provinciale 4 Fondovalle, poco prima del centro di Casona, si gira a sinistra (provenendo da Marano) attraversando il ponte sul Panaro. Lì si lascia l'auto e si prosegue a piedi lungo la strada, mantenendo la destra. Il percorso diventa ben presto sterrato attraversando una zona collinare, a tratti calanchiva, che rientra già nel territorio del Parco dei Sassi di Roccamalatina. Raggiunto il Rio Frascara si risale lungo l'alveo entrando in un folto bosco molto suggestivo. Il sentiero è stato attrezzato con passerelle in legno per i diversi attraversamenti del torrente prima di risalire fino a Pieve di Trebbio. Superata la bella Pieve romanica dell'XI secolo e il Centro Visitatori del Parco si entra nel cuore del Parco dei Sassi di Roccamalatina (uno dei tratti più suggestivi per le emergenze naturalistiche con enormi torrioni di arenaria oligocenica e con pareti ripide e dirupate, che si innalzano per 312 m.) e si prosegue fino a toccare i “Sassi”. Attraversando il Parco si raggiungono il Mulino della Riva, dove si può sostare in una comoda area attrezzata, e in un continuo alternarsi di bosco, castagneto e paesi, si tocca Castellino delle Formiche (piccolo borgo chiuso in cerchio attorno alla torre), che mantiene intatto il suo fascino medioevale. Si prosegue sempre il sentiero fino a Samone e, superato il paese, noto per i suoi prosciuttifici, si imbocca la Via Castellana e si sale un pò per strada e un pò per sentiero fino alle pendici del Monte della Cisterna. L'ultimo tratto raggiunge il Monte della Riva (808 m.) che, interamente coperto da pini, querce e castagni, regala un panorama mozzafiato sull'intera valle del Panaro con area attrezzata per pic-nic. Sulla cima del monte fu costruito un castello, detto di Montevecchio o di Sassadella. Oggi restano solo tracce della cisterna che riforniva il castello. Agli inizi del XIX secolo fu costruita una cappella, ora trasformata nella Chiesetta degli Alpini. A fianco si trova l'attuale oratorio della Riva. La prima tappa del sentiero si conclude quando si scende a Montalbano di Zocca (593 m.).
Andrea Ghiaroni
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