Non paghi la bonifica? Niente acqua per irrigare
Una delibera dell’Emilia Centrale mette alle corde i contadini insolventi La rivolta del Mab: «È un ricatto firmato dalle stesse associazioni agricole»
«Ritenuto altresì che sia opportuno subordinare una particolare attività diretta a specifica vantaggio dei singoli consorziati, qual è l’autorizzazione al prelievi irriguo, al regolare pagamento dei contributi delle annualità pregresse, nel rispetto dei diritti dei consorziati a contestare il debito contributivo e a presentare opposizione presso le competenti autorità delibera di modificare i tre golamenti con il testo riportato nelle premesse e di disporre che l’applicazione del comma dovrà avvenire senza alcun pregiudizio dei diritti dei consorziati a contestare il debito contributivo e a presentare opposizione presso le competenti autorità». Ecco il passaggio critico della delibera votata dal consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale che da oltre un anno mette in agitazione diversi agricoltori. Tradotto: se non sei in regola con i pagamenti ti viene tagliata l’acqua per irrigare e per tutte le operazioni indispensabili nell’attività quotidiana.
E la questione interessa oltre 81mila ettari di terreni agricoli del Modenese dal momento che l’Emilia Centrale serve Campogalliano, Carpi, una parte di Concordia, Fiorano e Formigine, Frassinoro, Lama Mocogno, una parte di Modena, Montefiorino, Novi, Palagano, una zona di Pavullo, Polinago, Prignano, Sassuolo, una parte di Serramazzoni e tutta Soliera.
Come spesso accade di fronte a queste criticabili opzioni del sistema, è il Mab - il movimento autonomo di base - a sendere in campo per contestare tutta l’impalcatura del regolamento. «In un periodo così critico per l'agricoltura del Paese e soprattutto per quella territorio modenese, colpito non solo dalla crisi ma anche dal terremoto e dall’alluvione, le associazioni di categoria stanno dalla parte del potere a discapito degli agricoltori loro tesserati - scrivono gli attivisti del Mab - Accade infatti che, attraverso una delibera del proprio Consiglio di Amministrazione, il Consorzio di Bonifica abbia deciso, in deroga a tutti i principi, la sospensione del servizio irriguo a tutte quelle aziende agricole che, per qualunque motivo (compreso lo stato di crisi), non siano in ordine con i pagamenti consortili di beneficio fondiario. La delibera, inoltre, è retroattiva considerando i mancati pagamenti pregressi, anche in caso di contenzioso tributario in corso dove l'esito non è ancora certo. Colpisce, quindi, in modo indiscriminato anche per azioni antecedenti all' adozione della stessa».
Ma la lettura del Mab va oltre al minimo contributo di bonifica, puntando a gabelle ben più esose. «In merito si vuole precisare che, con il ricatto della sospensione irrigua (che rappresenta il 10% del tributo) si vuole prelevare forzosamente quello che è il beneficio fondiario (codice tributo 630) oggetto di contenzioso a livello nazionale. Il territorio modenese rappresenta un unicum: in un Paese (governo Renzi) che vuole smantellare questi enti perché ritenuti inutili, le associazioni agricole pongono un ricatto alle aziende agricole. Con quest’ultima affermazione, il Mab vuole informare tutta l’agricoltura che i firmatari di questa delibera ricattatoria sono infatti gli esponenti delle associazioni di categoria agricola: Ivan Bertolini, presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori di Reggio Emilia e Vice Presidente della Cia regionale dell'Emilia-Romagna, Giuseppa Alai, coldirettiano di origine, presidente della Confcooperative-Unione Provinciale di Reggio Emilia, ma soprattutto presidente del Consorzio Formaggio Parmigiano-Reggiano. La lista dei responsabili agricoli inseriti nel Consiglio del Consorzio di Bonifica sarebbe molto più lunga. Il Mab. vuole sottolineare l'importanza per gli agricoltori di fare rete insieme riappropriandoci della delega data alle associazioni di categoria che stanno contribuendo al fallimento delle nostre aziende».
@francescodondi
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