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SOLDI E TRUFFE

Un funzionario della Banca d'Italia si "autobonifica" 3,2 milioni di euro

La sede modenese della Banca d'Italia dove lavorava il funzionario
La sede modenese della Banca d'Italia dove lavorava il funzionario

Operazioni scoperte dalla Finanza che andavano avanti dal 2002 e crescevano sempre di valore: raggirate diverse aziende della Bassa. Denunciati anche i familiari e sequestrati i beni

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La Guardia di Finanza di Modena ha concluso un’attività di indagine nei confronti di un funzionario della Tesoreria della Banca d’Italia, in servizio presso la sede di Modena e successivamente di Bologna, che per oltre un decennio - facendo ricorso a specifiche competenze  - si è appropriato indebitamente di fondi pubblici per un valore di oltre 3,27 milioni di euro.

L’indagine ha tratto origine dallo sviluppo di una segnalazione di operazione sospetta proveniente dal sistema finanziario e da un contestuale esposto presentato dalla stessa Banca d’Italia all'Autorità Giudiziaria. Al funzionario sono stati bloccati i conti correnti ed è finito sotto indagine.Il dipendente infedele ricopriva una funzione rilevante nell’organigramma della Banca d’Italia essendo il preposto al comparto di Sezione Tesoreria Provinciale dello Stato e detentore delle connesse deleghe e abilitazioni ad operare disponendo direttamente di fondi pubblici.

Assai abile il sistema di truffa:  il funzionario emetteva dei falsi ordini di bonifico di pagamento che risultavano fittiziamente emessi dai locali uffici dell’Agenzia delle Entrate ed altrettanto fittiziamente muniti del visto di esecutività della Ragioneria territoriale dello Stato. Gli ordini di pagamento avevano molteplici e diverse causali di pagamento (ad esempio pagamento sentenza definitiva commissione tributaria di Bologna o Modena, rimborsi vari, pagamento liti ecc…), ovviamente tutte di fantasia. Inoltre, risultavano emessi in favore di beneficiari realmente esistenti (solitamente società con sede nella provincia di Modena o Bologna) ma “ignari” e sicuramente privi di possibili pretese creditorie verso l’Erario; infatti, nessun beneficiario artificialmente riportato sui bonifici ha mai reclamato possibili crediti.

Il soggetto indagato, con una ben congegnata attività di mascheramento contabile, inseriva i titoli con il beneficiario di fantasia, si faceva validare dal proprio superiore l’operazione e, nel momento di dare esecuzione alla stessa, provvedeva a sostituire l’iban di accredito, indicandovi il proprio: e così le somme entravano nelle sua disponibilità.

Sono state individuate 20 operazioni, dal 2002 al 2014. All’incirca una per ogni anno. Si è passati dalle prime operazioni realizzate nel 2002 per qualche decina di migliaia di euro fino a quelle più recenti poste in essere per svariate centinaia di migliaia di euro l’una (fino a 400mila euro). L’ultima posta in essere a febbraio di quest’anno per circa 336 mila euro.

Appropriatosi delle somme distratte, queste venivano, poi, prelevate in contanti o trasferite a mezzo assegni o bonifici a favore dei familiari dell'indagato (moglie e due figli) e di soggetti terzi, per pagamenti vari. I familiari sono indagati per riciclaggio, mentre il reato contestato per il funzionario infedele è quello di peculato. Al termine delle indagini sono state sequestrate somme di denaro per oltre 480mila euro, orologi di valore, tre autovetture ed una quota di un immobile del valore di circa 80mila euro.

E’ stato altresì effettuato il sequestro degli emolumenti/pensione nella misura consentita dai limiti di legge, fino a concorrenza del prodotto del reato contestato. L'uomo ha ammesso le proprie responsabilità. Lo stesso è stato destituito dal servizio. Tutte le investigazioni, coordinate dalla dottoressa Marino della Procura di Modena, sono state svolte in stretta e costante collaborazione con i vertici della Banca d’Italia sede di Bologna.

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