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Confindustria, la squadra di Caiumi

di Felicia Buonomo
Confindustria, la squadra di Caiumi

Il nuovo presidente ha scelto i suoi vice: saranno Giuliana Gavioli, Massimo Galassini e Gian Luca Sghedoni

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La squadra di Valter Caiumi, neo presidente di Confindustria Modena, è al completo. Si è riunita la giunta degli industriali (la prima dopo il rinnovo della presidenza), che ha eletto i tre vicepresidenti che affiancheranno Caiumi nel suo mandato. Sono tre personalità di spicco nel mondo imprenditoriale modenese. Massimo Galassini, cofondatore e presidente di Usco, Giuliana Gavioli, direttore risorse umane e relazioni esterne della B. Braun Avitum Italy, e Gian Luca Sghedoni, amministratore delegato della Kerakoll. A loro saranno affidati gli incarichi di cui Caiumi non si occuperà direttamente. Il presidente non ha ancora deciso come ripartire le deleghe.

Dopo averle condivise con i tre vicepresidenti, infatti, le diverse deleghe verranno assegnate ufficialmente nei primi giorni di settembre, alla prossima riunione del consiglio direttivo. Si è anche proceduto al rinnovo del consiglio direttivo. Il governo di Confindustria Modena sarà composto dal presidente Valter Caiumi e dal past president Pietro Ferrari, dai tre vicepresidenti e da quattro nuovi consiglieri: Andrea Bozzoli, amministratore delegato di Hpe- Coxa; Paolo Cavicchioli, amministratore delegato di Doxee; Vincenzo Cremonini, amministratore delegato del gruppo Cremonini; Mauro Vandini, amministratore delegato di Marazzi Group. A questi si aggiungono di diritto Stefano Zaccarelli, presidente della AeC Costruzioni, presidente dell'Ance di Modena, ed Elena Salda, vicepresidente di Cms e presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena. C'è da precisare, tuttavia, che entro la fine dell'anno ci saranno nuovi ingressi in giunta, con la scadenza dei mandati di alcuni componenti

. A fine anno, ad esempio, Elena Salda vedrà scadere il proprio mandato di presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena da cui consegue l’uscita dalla giunta: è però prevedibile che possa rientrare immediatamente con un incarico specifico. Intanto procede il percorso per arrivare a Confindustria Emilia, che nascerà dalla fusione tra Confindustria Modena, Unindustria Reggio Emilia e Unindustria Bologna e che rappresenterà circa 4mila imprese, la seconda dopo Milano e la prima in ambito nazionale per il manifatturiero. Una decina di giorni fa Unindustria Reggio, con il nuovo presidente Mauro Severi, si è dimostrata cauta riguardo il processo di fusione. «L'unione non è obbligatoria – sono state le parole di Severi – e può avvenire anche in forma di federazione, o mettendo a sistema una serie di servizi».

Senza contare gli interessamenti alla possibile aggregazione, come quello espresso da Parma, anche se l'ipotesi è altamente difficoltosa. Meno remota, invece, è l'ipotesi di Ferrara, che ha manifestato più interesse per la fusione emiliana rispetto a quella romagnola. Un processo in divenire, con difficoltà inevitabili ma che alla fine dovrà arrivare a conclusione.

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