Due finti poliziotti derubano tre anziani
Truffatori in borghese con tesserino chiedono di controllare. La Questura: «Non aprite e telefonateci»
In pochi giorni hanno fatto disperate tre anziani, derubandoli di soldi e oggetti in oro, di ricordi di una vita, lasciando le loro vittime nella rabbia ma soprattutto nell’amarezza, nella consapevolezza di essere stati ingannati facendo leva sull’età, sulla poca capacità reattiva. Basta un attimo per essere derubati, ma altresì basta un attimo per difendersi. Perchè, come ricorda la polizia, se si presenta qualcuno che dice di essere un agente o un carabiniere, non bisogna aprire e si deve invece chiamare immediatamente il 113 o il 112.
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Eppure una coppia di giovani, sui trent’anni, con un lontano accento dell’Est abilmente camuffato da un italiano scorrevole, nell’arco di pochi giorni ha gabbato tre anziani modenesi. Uno di questi colpi, su cui stanno indagando i militari dell’Arma, è avvenuto in via in via Basaglia: il modus operandi dei due è stato sempre lo stesso: suonano dal portone condominiale oppure si piazzano già davanti alla porta di casa e si spacciano come due poliziotti, in borghese, che devono effettuare un sopralluogo di furto all’interno dell’appartamento. Dopo aver esibito un fantomatico tesserino e soprattutto dopo che la persona ha abboccato facendo entrare in casa i due, ecco che inizia il colpo: raccontano che in zona ci sono stati furti, che probabilmente anche l’appartamento dove si trovano era stato visitato e che bisogna controllare cosa sia avvenuto. La vittima allora cerca i soldi, raduna i preziosi, li mette da qualche parte, “collabora” con i finti agenti. Ma quando questi se ne vanno, si ritrova derubata di tutto. La polizia, come detto, avverte: per entrare in casa ci vuole un mandato, non esiste che agenti si presentano e chiedono di entrare, non aprire la porta anche se chi suona asserisce di essere delle forze dell’ordine. E soprattutto chiamare subito e farsi sentire mentre si telefona al 113 o al 112.(s.to)
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