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Il blocchetto delle multe è caldo

Il blocchetto delle multe è caldo

La giunta punta ad incassare 1,2 milioni. Critiche di M5s e Sassolesi: «Immorale»

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Dopo il consiglio è battaglia anche sulle multe stradali. L'amministrazione sassolese ha previsto per il 2014 un introito di 1 milione e 200mila euro. Più alto di quanto aveva previsto la giunta Caselli nel 2013 (925mila) e soprattutto di quanto ha incassato (750mila). Il Movimento 5 Stelle ha contestato la previsione di incasso in consiglio definendola “immorale”; la lista dei Sassolesi contesta con un comunicato: «Un aumento di 450mila euro prova che con le multe si vuole fare cassa e significa un inasprimento certo delle sanzioni: questa delibera, che fissa nero su bianco gli obiettivi di Pistoni ad un più 60 per cento, oltre a rasentare l’illegittimità spreme i soliti cittadini, che vengono già battezzati trasgressori a prescindere dal sindaco. A Sassuolo circola in media oltre il doppio delle auto per le quali è possibile trovare un parcheggio. Il compito di una buona amministrazione sarebbe quello di creare i presupposti perché i cittadini non incorrano nelle sanzioni, non di pensare a come punirli».

Il gruppo consiliare del Pd replica: aA nessuno fa piacere multare i cittadini e non è vero che la polizia municipale da quando è sindaco Claudio Pistoni sia stata spinta a far cassa con le multe. La previsione di raccolta di 1 milione e 200mila euro si basa sulle entrate della prima parte dell’anno e sul 2013, quindi sugli atti della giunta precedente. L'aumento è causato soprattutto dalla scelta dell'ex assessore Menani, di installare le telecamere per la zona a traffico limitato, mediante le quali nei primi sei mesi dell’anno sono state inviate ai sassolesi 2500 sanzioni. Già nel 2013 la giunta Caselli prevedeva di incassare 925mila euro, poi calati al momento di calcolare l'incasso reale, non per bontà dell'ex sindaco, ma a causa della normativa che da settembre 2013 prevede una riduzione della sanzione pari al 30%, in caso di pagamento entro 5 giorni. Ricordiamo poi che l'installazione delle telecamere, ha richiesto un investimento di 100mila euro, prevedendo ovviamente un ritorno economico. Scelte fatte e oggi evidentemente rinnegate, se si contesta una previsione di entrata che era ampiamente a conoscenza anche dell’amministrazione precedente».

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