Ce ne sono già sette in provincia
Aperte a Finale, Pievepelago, Sorbara, Montefiorino, Fanano, Novi e Rovereto
Probabilmente non tutti sanno che cosa sono e quali benefici possono portare le Case della salute. Si tratta di strutture socio-sanitarie che si propongono come un nuovo punto di riferimento per la salute dei cittadini e sono pensate come luoghi ai quali rivolgersi in ogni momento della giornata per avere una risposta ai diversi bisogni di assistenza che non richiedono il ricorso al pronto soccorso dell'ospedale.
Si tratta di strutture dove i servizi di assistenza primaria si integrano con quelli specialistici, ospedalieri, della sanità pubblica, della salute mentale e con i servizi sociali e del volontariato.
Il loro numero viene individuato da una serie di complesse indagini che tengono conto della distanza dagli ospedali, dal numero di popolazione residente in una data zona e da numerosi altri fattori non ultimo il fatto che l’età media della popolazione italiana si sta alzando.
Finora in provincia sono state costituite sette Case della salute, posizionate dall'Ausl a Finale, a Pievepelago per la zona anche di Fiumalbo e Riolunato, a Sorbara per l'area di Bastiglia, Bomporto, Nonantola e Ravarino, a Montefiorino per le valli Dolo Dragone e Secchia tra Prignano, Palagano e Frassinoro, a Fanano per il Cimone tra Sestola e Montecreto, mentre l'ultima si divide in due sedi a Novi e nella frazione Rovereto.
L'Ausl ha dato il via libera a queste strutture perché è crescente la necessità di assistenza di persone affette da patologie croniche, una domanda, legata appunto al progressivo invecchiamento della popolazione, dunque occorre rafforzare le "cure primarie" e migliorare il coordinamento tra medici di base, professionisti sanitari e specialisti ospedalieri.
L'assessore comunale al welfare Giuliana Urbelli spiega: «Presso l'ex ospedale Estense, in centro storico, avremo senz'altro il centro prelievi e una serie di altri servizi assistenziali e medici e non sarà la Casa della salute più ampia di Modena. Le case della salute rappresentano un modo innovativo di operare perché qui collaborano vari specialisti tra cui le assistenze sociali, le ostetriche, il personale infermieristico e i medici di base e tutto quanto riguarda l'assistenza primaria. Sono insomma punti di riferimento per i cittadini e non si occuperanno solo di cura, ma affronteranno anche il tema fondamentale che riguarda la prevenzione». (s.l.)
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