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I modenesi sulle terre confiscate

I modenesi sulle terre confiscate

Educazione antimafia. Giovani a Polistena ai campi estivi organizzati da Libera

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Sono venti studenti, di 17 e 18 anni, che frequentano le scuole superiori di Modena: Barozzi, San Carlo, Tassoni, Selmi, Muratori, Sigonio e Cattaneo. Sono partiti in treno da Modena domenica sera e sono artivati a Gioia Tauro la mattina dopo verso le 7. Hanno approfittato per una foto di gruppo in attesa del pullman che li ha portati poi nell'alloggio allestito a Polistena. Qui partecipano a "Estate Liberi", uno dei campi di volontariato sui beni confiscati ai mafiosi organizzati dall'associazione Libera.

L'attività dei campi di volontariato si svolge su vari momenti, tra i quali spicca l'attività formativa, "basata soprattutto su testimonianze di vita vissuta, su testimonianze d'impegno professionale, su esempi di fiducia nel cambiamento". I volontari incontreranno e si confronteranno con magistrati e rappresentanti delle Forze dell'ordine, con familiari delle vittime di mafia, con giornalisti e scrittori, con testimoni di giustizia, con gli operatori di Emergency e con rappresentanti del sindacato.

Tutte le attività formative si svolgeranno presso il centro polifunzionale Pino Puglisi, il palazzo confiscato assegnato alla parrocchia Santa. Marina di Polistena e trasformato in una infrastruttura sociale grazie al progetto LiberaMente Insieme. I mercoledì sera saranno dedicati alla proiezione di film di sensibilizzazione, in uno spazio aperto "altamente significativo" come piazza Valarioti, vittima di mafia. Il 24 luglio, eccezionalmente di giovedì, la proiezione del film "La mafia uccide solo d'estate" sarà realizzata dalla troupe di Cinemovel Foundation nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Libero Cinema in Libera Terra" che, con dibattiti e testimonianze, porta il cinema itinerante nei beni confiscati alle mafie e restituite alla legalità.

La settimana tipo del campo di volontariato si conclude con due giornate dedicate all'escursionismo: in particolare, ogni sabato i gruppi vengono accompagnati da agenti del Corpo forestale per la conoscenza del territorio montano della Piana e delle connesse attività istituzionali svolte dalla Forestale, nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico e nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale.

"I campi di volontariato sui beni confiscati" ha dichiarato don Giuseppe Demasi, referente di Libera "sono un modo per trasformare la vacanza in un "esserci" con autenticità e determinazione. I volontari di Libera puntano ad essere cittadini attraverso la pratica delle quattro C: la conoscenza, la concretezza, la continuità e la corresponsabilità. Una cittadinanza che genera bene comune anche attraverso il dovere della memoria, vera spina dorsale di ogni impegno. Non solo in ogni campo si ricorderanno le vittime innocenti della violenza mafiosa, attraverso la voce dei loro stessi familiari".

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