Il giudice è incompatibile: bando da rifare alla Stradi
Maranello. Il Tar impone all’Opera Pia di annullare la vittoria della Marangoni La direttrice ha un doppio incarico: va riproposta la gara della ristorazione
MARANELLO. È colei che ha istruito le pratiche per il bando - ha quindi deciso le regole d’ingaggio - ma è anche membro della commissione che ha deciso il vincitore. Semplificando con un parallelo calcistico è come se il presidente della Federazione, che decide le regole e parla con le squadre, diventa anche arbitro della partita potendo - ma non è questo il caso - far trionfare chi gode dei suoi favori. Una forma di incompatibilità che il Tar dell’Emilia Romagna ha riscontrato nel bando per il servizio di ristorazione dell’Opera Pia Carlo Stradi.
Il cda della casa di riposo aveva scelto, nel 2013, di avviare un bando da 220mila per definire chi si sarebbe dovuto occupare della preparazione del cibo per gli ospiti del centro diurno e dell’intera struttura residenziale per tutto il 2014. Il responsabile del procedimento, la direttrice Maria Vandelli, aveva elaborato le carte, inserendo dieci criteri di valutazione. Ma allo stesso tempo la stessa direttrice è entrata nella commissione giudicante, che doveva assegnare i punteggi alle varie concorrenti. Il servizio se l’era aggiudicato la Marangoni srl, società di ristorazione di Cuneo, entrata formalmente al lavoro ad aprile. Al secondo posto si era classificata la bolognese “Ghirlandina”, che già cura il pasto delle scuole. Terza, invece, era giunta Cir Food, che a fronte della sconfitta ha presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale.
E il lavoro dell’avvocato Eugenio Dalli Cardillo è stato estremamente meticoloso, arrivando a contestare buona parte dei criteri di valutazione. Le eccezioni, però, non hanno trovato il parere favorevole dei giudici, che invece hanno accolto la “doglianza con cui si denuncia l’incompatibilità di uno dei componenti della commissione”.
«La regola - scrivono i giudici - mira ad impedire la partecipazione alle commissioni di soggetti che, nell’interesse proprio o in quello privato di alcuna delle imprese concorrenti, abbiano assunto o possano avere assunto compiti di progettazione, di esecuzione o di direzione di lavori oggetto della procedura di gara. Maurizia Vandelli ha indebitamente cumulato i compiti di membro della Commissione e di titolare di un incarico amministrativo rientrante nell’ampia latitudine delle previsioni sulle cause di incompatibilità».
A fronte di questa analisi, i giudici hanno quindi deciso di annullare l’atto di nomina della signora Vandelli e dei successivi atti di gara, quindi anche del bando. Andrà rifatto e Marangoni, Ghirlandina e Cir ripartiranno tutte alla pari con un “arbitro” diverso.
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