L’addio a Bartolino nel suo ospedale
Camera ardente a Correggio. Oggi l’ultimo saluto al chirurgo con una cerimonia che la famiglia terrà in forma privata
CONCORDIA. Si svolgeranno oggi, in forma strettamente privata, i funerali di Amos Bartolino, lo stimato primario di Oculistica del San Sebastiano di Correggio, ucciso domenica scorsa a colpi di pistola dal carpigiano Carlo Ghidoni.
Una morte imprevedibile e un dolore straziante che ha avvolto due famiglie, quella di Ghidoni e di Bartolino, di cui ieri è stata allestita la camera ardente nella sala riunioni del reparto di Oculistica, proprio accanto al suo ufficio.
E già dal mattino c’è stato un insistente via vai di familiari, amici, pazienti, dirigenti Ausl, medici e colleghi per un ultimo saluto al “doc” e un abbraccio alla sua famiglia. Una famiglia unita, la cui sola ed unica comprensibile richiesta, nei confronti di operatori e giornalisti, è stato il diritto alla privacy e al rispetto del loro silenzio su quanto accaduto.
«Una famiglia forte nonostante la tragedia», ha detto il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, in visita alla camera ardente con il comandante della municipale Tiziano Toni. «Ho trovato nella sorella e nei genitori una grande forza rispetto a una tragedia del tutto irrazionale generata da difficoltà economiche ma anche dall’invidia per persone che hanno avuto opportunità di istruirsi di più e di arricchirsi dentro... ed Amos era proprio una persona ricca dentro. La città - aggiunge la Malavasi - è stretta attorno alla famiglia perché Amos ha dato tanto al territorio».
Di «Fatto incomprensibile» ha parlato invece Aimone Spaggiari, presidente della ProLoco e promotore dell’associazione Amici del Cuore. «Amos Bartolino era un professionista molto stimato e la sua attività andava solo a beneficio dei cittadini. È impossibile che succedano cose così. La disperazione porta a dei livelli difficili da capire - ha aggiunto - ma quello che è successo ci travolge da vicino perché Amos era una figura conosciuta, stimata, che dirigeva in un pool come quello dell’Oculistica di Correggio, che è diventato un’eccellenza».
«Questa tragedia ci ha sconvolto - ha concluso Enzo Fontanesi, presidente del comitato consultivo misto Ausl di Correggio - Amos, nonostante il ruolo che ricopriva, amava essere uno come gli altri, una persona sempre disponibile e aperta al dialogo e non è giusto che sia morto in questa maniera».
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