Museo della figurina La famiglia Panini: «Si deve fare di più»
Mezzo milione di pezzi: servono spazi più ampi e iniziative per valorizzarli. «Una nuova targa d’intitolazione non basta»
Il Comune intitola il Museo della figurina, collocato sopra la biblioteca Delfini in corso Canalgrande, ai quattro fratelli Panini, inventori dei notissimi album dei calciatori. Tutti gioiscono, compresi gli eredi degli industriali Giuseppe, Benito, Franco Cosimo e Umberto Panini, ormai tutti scomparsi. Ma c'è un "ma" piuttosto evidente. I Panini nei giorni scorsi hanno tenuto un summit famigliare sull'argomento e ora Laura Panini, presidente della casa editrice Franco Cosimo Panini, in questa intervista spiega come l'intitolazione ai Panini va bene. Però, secondo la famiglia, c'è tanto altro da fare rispetto alla collezione donata dal Comune da Giuseppe Panini nel 1992 e aperta al pubblico solo nel 2006.
«Devo premettere - spiega Laura Panini - che queste non sono critiche, ma solo auspici che permettano di lavorare per dare un futuro diverso al museo Fratelli Panini. Intanto speriamo di incontrare presto la nuova amministrazione. Alla precedente, quando ci venne spiegato il progetto di intitolazione, esprimemmo perplessità, o meglio dicemmo che non bastava mettere una targa nuova».
Cosa bisognerebbe fare secondo lei al museo?
«L'intitolazione va bene, ma occorrerebbe fare di meglio con un museo unico al mondo. Pensi che lì ci sono mezzo milione di figurine, mentre ad esempio io ne ho appena 4mila, solo per dire delle proporzioni di quel tesoro. Quel museo merita molto di più e questo è il momento giusto».
Perché?
«Perché è appena arrivata una nuova amministrazione e perché proprio in questi tempi si stanno ripensando le sedi degli istituti culturali cittadini».
Il museo potrebbe andare al Palazzo dei Musei o al Sant'Agostino?
«Sì, è un pensiero che si potrebbe anche fare; in ogni caso ci vuole un progetto nuovo perché cambiare la targa non significa nulla. Servono aree diverse e spazi non limitati come quelli attuali a Palazzo Santa Margherita».
Servono mostre e attività nuove?
«Occorre ripensare un programma anche per favorire i turisti. Certo, anche mostre per attrarre il pubblico: è questo il mio augurio, anche perché come casa editrice collaboriamo con quel museo realizzando i cataloghi. In più stiamo preparando il catalogo ragionato del museo che uscirà nei prossimi mesi».
E Laura Panini lo ripete in conclusione: «Nessuna critica, ma quel museo merita decisamente di più, sarebbe giusto per la città».
Stefano Luppi
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