Spesa con 20 euro falsi, denunciata
La donna ha ammesso alla polizia: «Me li avevano rifilati, cercavo di riutilizzarli»
Avrebbe fatto meglio a dire addio ai quei venti euro, a incassare la fregatura e tirarci sopra una riga, perchè adesso rischia di doverne sborsare più di mille, e di quelli buoni. Si tratta di una donna di sessantacinque ani, residente in città, che l’altro giorno è stata fermata in un supermercato Conad da un addetto alla casse. Quando infatti ha preso il denaro dalla signora con il quale voleva pagare la spesa, l’addetto si è accorto che c’era una banconota da venti euro non in regola. Ha controllato bene ed effettivamente era falsa. Sul posto è stata chiamata una Volante della polizia a dirimere la questione: la signora, candidamente, ha ammesso che, siccome quella banconota gliela avevano rifilata qualche giorno prima, lei voleva “sbarazzarsene”. Insomma, la voleva rimettere in circolo, della serie “hanno fregato me, allora io frego qualcun’altro”. La catena si è spezzata con l’intervento della polizia che ha denunciato la signora per spendita di banconote false. Pagare con banconote false, a maggior ragione essendone consapevoli del farlo come nel caso di questa signora, è un reato. Il codice penale parla chiaro: “chiunque spende, o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate, da lui ricevute in buona fede, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 1.032”.
La denuncia scatta automaticamente dunque. Conviene pertanto consegnare il pezzo falso e farsene una ragione.
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