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«Più controlli sugli argini e sugli animali»

«Più controlli sugli argini e sugli animali»

Ci saranno anche i volontari della Protezione civile. Interventi anche sulle due casse d’espansione

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Interventi che verranno appaltati entro la fine del mese per un maggiore monitoraggio delle tane e per il taglio della vegetazione, oltre ad un rafforzato contenimento delle infiltrazioni. Così si vuole sorvegliare il territorio per evitare che nuovi disastri accadano.

Ieri, oltre a una serie di interventi strutturali su argini e alvei di fiumi e canali, è stato annunciato, infatti, un rafforzamento nel controllo straordinario sulla fauna selvatica e sullo stato delle arginature.

Per ciò che riguarda la fauna - le tane degli animali sono state indicate fra le cause primarie della rottura dell’argine a San Matteo, in uno dei tratti resi instabili dai buchi di nutrie e volpi - sarà potenziato il protocollo già attivo per l'abbattimento di nutrie ed è stato avviato un confronto con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale per definire ulteriori piani di contenimento delle volpi, cercando allo stesso tempo di preservare il mantenimento della specie. L'attenzione si sta inoltre spostando verso le istrici e i tassi verso i quali si sta valutando un piano di cattura anche puntuale. Aipo, responsabile delle attività di presidio territoriale idraulico, sarà poi ulteriormente supportata nel monitoraggio degli argini, anche in situazione ordinaria, dai volontari di Protezione civile dei vari gruppi comunali, in collaborazione con i coadiutori degli Ambiti territoriali di caccia. Le verifiche verranno fatte per tutto l'arco dell'anno, in modo strutturato, a cadenza mensile e riguarderanno la rilevazione di tane, filtrazioni, frane e criticità arginali.

«Il coordinamento tra Protezione civile, Aipo, volontariato e Ambiti territoriali di caccia - è stato spiegato - consentirà di impostare un sistema in grado di integrare le attività di sfalcio delle arginature, di monitoraggio, di ripristino delle criticità e di controllo della fauna, migliorando così anche l'operatività in situazione di emergenza».

«Entro il 30 di questo mese appalteremo 35 interventi che rientrano nell'ambito dell'ordinanza 3 - ha spiegato Federica Pellegrini di Aipo - Si tratta di interventi diffusi sui corsi d'acqua per la chiusura o il monitoraggio delle tane, o il taglio della vegetazione laddove sia necessario. Inoltre, provvederemo al contenimento delle infiltrazioni e alla ripresa di frane lungo il Panaro. Ci saranno poi, secondo l'ordinanza numero 5, altri interventi da avviare entro il 30 dicembre di quest'anno. Riguardano, in particolare due lavori da un milione ciascuno sulle casse del Secchia e del Panaro».

Per quanto riguarda il passato, durante la conferenza stampa si è parlato di «evidente carenza strutturale» nel trattare il problema degli argini. «La novità è che possiamo investire in modo importante sul territorio. Si parla di 70/75 milioni di euro fra quest'anno e il prossimo per Modena e i territori colpiti dall'alluvione» ha aggiunto Rita Nicolini, coordinatrice staff tecnico per la gestione dell'emergenza alluvione. (s.a.)

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