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DELITTO GUIDI

«Signor giudice, le istituzioni sapevano cosa accadeva ma nessuno ha fatto niente. Ci ho dovuto pensare io»

«Signor giudice, le istituzioni sapevano cosa accadeva ma nessuno ha fatto niente. Ci ho dovuto pensare io»

Ecco i passi più importanti delle dichiarazioni spontanee pronunciate da Giordana Guidi al giudice. «Sì, ho cercato per me un riscatto. Però allo stesso tempo ho aiutato la mia famiglia. Ho cercato...

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Ecco i passi più importanti delle dichiarazioni spontanee pronunciate da Giordana Guidi al giudice. «Sì, ho cercato per me un riscatto. Però allo stesso tempo ho aiutato la mia famiglia. Ho cercato di uscire dalla mia situazione (di separazione, ndr) per vivere da sola, ma mio marito me l'ha impedito con il suo comportamento. Non ho concluso niente per me e quindi ho iniziato ad aiutare la mia famiglia».

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«Non comandavo a casa mia, come è stato detto, ho invece aiutato i miei familiari che erano colpiti dalla povertà e da problemi molto seri, come sa bene l'assistenza sociale. Ho iniziato un percorso buono con un assistente. Ci ascoltava, cercava di capire e lavoravamo insieme su alcune questioni. Poi però è stato trasferito e ne è venuta un'altra con la quale non si è concluso niente. I Servizi sociali i Modena sapevano della nostra situazione difficile e della violenza. E' stata riferita più volte. Ne ho parlato ai vigili urbani, ai vigili del fuoco e anche al sindaco Barbolini».

«Una sorella di mio padre, dice che comandavo io. Ripeto: io non davo ordini ma aiutavo a risolvere problemi di ogni genere, dalle bollette non pagate in su. La sorella di mio padre, invece, istigava mio fratello Gabriele contro di me e se ne assumerà la responsabilità. Io li aiutavo volentieri: volevo che diventassero indipendenti. Non: dipendenti da qualcuno. A me è dispiaciuto fare quello che ho fatto. Ma tutti sono stati a guardare. Lo sapevano i medici di famiglia, l'ho detto a un poliziotto al Policlinico. L'ho detto a tutti. Nessuno ha fatto niente. Mi sono trovata sola ad affrontare tanti enormi problemi. Con il suo odio, Gabriele si è messo contro di noi. Non lo capisco. Perché potevamo vivere tutti insieme rispettandoci. Io ho insegnato il rispetto, non la violenza». «La sorella di mio padre pretendeva che si facesse come voleva lei. Voleva sentirsi qualcuno a casa nostra. E' per questo che ho chiuso con tutti i parenti: sapevano e non facevano niente». «Non ci sto. Io ho salvato la vita della mia famiglia. Ho fermato l'assassino Guidi Gabriele. E' lui l'assassino. Se non l'avessi fatto, sarei una delle tante donne uccise. E io sarei stata uccisa. Ne sono sicura. Le istituzioni si prendano le loro responsabilità per fare il loro dovere, cosa che non hanno fatto».

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