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E dai bagni spariscono anche i porta carta igienica

E dai bagni spariscono anche i porta carta igienica

Malviventi come al supermarket: rame, caditoie, marmo, vasi, porte, tubi e sifoni Dal furto della statua di Quartieri al libro in bronzo in una cappella a Collegara

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I classici sono le grondaie di rame e le caditoie. Basta un passaggio e tre o quattro “filari” di cappelle vengono svestiti del prezioso metallo. Facile smontare, il peso non è eccessivo, altrettanto facile caricare i tubi, i fili, le giunture in un camioncino e scomparire. Spesso l’assalto viene da fuori, nel senso che a volte all’esterno guardie o polizia in ronda trovano abbandonate alcune scale. A volte sempre più spesso, i ladri usano il cancello principale. Poi ci sono i furti cosiddetti minori, ma non per questo meno fastidiosi: sono le sparizioni di piccoli oggetti come le cornici in ferro o in bronzo delle foto, i vasi, per quanto, a San Cataldo, con un perno all’interno. Vasi con fiori, piante, sottovasi, piccoli ricordini, “scambi” di fiori freschi da una tomba all’altra. Ma non è finita. Anche le altre “strutture “ sono perseguitate. È dell’altro giorno il furto dei tubi di scarico, tubo, sifone e quant’altro, del bagno del cimitero ad Albareto nuovo. Fa seguito alla razzia che tempo fa toccò i bagni a San Cataldo. Dopo vari episodi di vandalismo il Comune decise di intervenire e i locali vennero tirati a lucido. Il tempo di una nottata e sparirono tutti i porta carta igienica in metallo, rubinetti, tubi e contenitori. Si portarono via persino le porte.

E ancora, quando il colpo è probabilmente su commissione, ecco che scompaiono le lapidi: nel cimitero di Sassuolo ne sparino quattro in quattro loculi collocati in alto. Dal marmo passiamo al bronzo. Come ricorda Gianni Gibellini: «Ero presente alla rabbia e alla disperazione di una mamma che aveva perso da poco la figlia: una quindicina di giorni fa hanno portato via, al cimitero di Collegara, una realizzazione in bronzo, si trattava di un libro che aveva appositamente fatto fare. Nell’asportalo hanno spaccato, rovinato tutta la lapide. Un disastro».

Il colpo più eclatante nell’aprile scorso: da San Cataldo venne portata via una statua che ritraeva a grandezza naturale una defunta. Era in bronzo ed era firmata dall’artista nell’angolo inferiore destro “Marino Quartieri 1958”. Si tratta dello scultore modenese scomparso nel 2002 che ha realizzato anche il monumento al Drake che si trova nel parco Ferrari. La statua (160 centimetri per 60) e pesava un centinaio di chilogrammi. Ma di certo non è stato difficile: la cappella di famiglia si trovava nel piazzale ovest, vicina al muro di cinta crollato anni fa.

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