Gibellini: «Un euro per avere protezione»
La proposta: «Inizierò una raccolta di fondi ad ogni funerale per finanziare tecnologia e vigilanza»
«La mia non è solo una proposta provocatoria ma è una iniziativa concreta. Dal momento che questa situazione di degrado, di insicurezza dentro e fuori dai cimiteri dura da troppo tempo e siccome da troppo tempo le varie amministrazioni non hanno mai affrontato concretamente questo problema, relegandolo come una lamentela, come un fato fisiologico, come un problema di serie B, allora io inizierò una raccolta di fondi».
Gianni Gibellini, patron di Terracielo e non solo, è determinato: «Ad ogni funerale io chiederò a chi è presente unhj euro. Un euro per finanziare le telecamere, per collocarle, per creare un sistema di sorveglianza. E anche magari per pagare un servizio di vigilanza. Ma intanto partiamo dalle telecamere. Chi vorrà potrà versare il contributo per la sicurezza».
«Quante volte - spiega Gibellini - mi sono trovato davanti a scene di signore anziane che raggiungevano la macchina e trovavano il finestrino fracassato perché i ladri le avevano rubato la borsa, la giacchetta lasciata all’interno. Per quanto si dica di non lasciare nulla capita, in certi momenti, di non pensare a queste cattiverie. Eppure come avvoltoi i malviventi sono sempre in agguato. Per non parlare poi della rabbia e dell’amarezza della gente che arriva alla propria cappelletta, trova il lucchetto tranciato e tutti i ricordi che aveva lasciato all’interno non ci sono più».
Una colletta dunque per iniziare a cambiare, per porre come prioritaria, nell’ambito della sicurezza del territorio, anche la questione cimiteri.
Perché, come sempre accade nel nostro Paese, una grande fetta di lavoro, di responsabilità, di presenza-impegno, viene delegata al volontariato. Senza il volontariato la nave affonderebbe. Un esempio? L’associazione Vivere sicuri, capitanata da Ercole Toni: «Ci sono sbandati che si appropriano dei luoghi del cimitero e creano disagio, soprattutto agli anziani, spesso vittime di furti. - prosegue - Tentiamo di sorvegliare il più possibile le aree di San Cataldo e di Albareto in modo tale da disincentivare i malintenzionati a ritornare». Ma gli aiuti in questi luoghi non finiscono qui. Infatti i volontari accompagnano i più anziani all'interno dei cimiteri, aiutandoli dove ci sono gradini o scale da attraversare, nel sistemare i fiori e a portare conforto dove ce n'è più bisogno, con una parola o un gesto che può guarire una ferita che si riapre ogni volta.
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